Traffic/ Il “Sistema” svelato


11817c95f9b80e26f43a76dca447c5a3_MQuando parliamo di “Sistema” nell’ambito del narcotraffico a Fiumicino non lo facciamo per puro esercizio lessicale. Nell’ambito delle inchieste che, per due volte a distanza di pochi anni, hanno svelato nomi e cognomi di divise infedeli al soldo delle grandi organizzazioni criminali, quello che risulta evidente è la ripetizione di uno schema preparato per avere garanzie. Prima, di affidabilità dei personaggi corrotti e successivamente della loro efficienza. Come la selezione delle risorse umane di una qualsiasi azienda.   E’ un “Sistema” che si adatta alle situazioni, al momento, alle necessità….CONTINUA A LEGGERE QUI

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Traffic/ Quei “bravi ragazzi” (in divisa) di Fiumicino, un gate aperto per la cocaina


2a56182e1ae4a96990e69cbed90cd838_MSe guardi tra le torri di Babele di quella Roma che non trovi nelle guide turistiche. Se osservi i ragazzini nelle strade, schierati come soldati, sui loro scooter, che girano le vie con l’apparente nonsenso di chi sta a guardia di qualcosa o qualcuno. Se guardi il passamano veloce dei pusher agli angoli di strade anonime o nei bar frequentati dalla “crema” della città, non puoi non chiederti come fa ad arrivare un fiume continuo di cocaina a Roma. Quanti “canali” di importazione affluiscono nella Capitale.   Non esiste via o quartiere dove non si trovi qualcuno che possa venderti il “pezzo” tagliato a 50 euro al grammo ( o a 25 in periodo di crisi economica). Un giro continuo, in una città dove il fine settimana sono giorni come altri e il bazar dello droga è sempre aperto. Dove la richiesta è sempre altissima e l’offerta non può essere da meno…..CONTINUA A LEGGERE QUI 

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Traffic/ Dal piombo a Frau al serpente della Polaria


1efb2a15c37bfcd2bdec31bfa7938e8f_MFrau ! Paolo Frau. L’uomo che aveva già messo la chiave nella serratura della macchina si girò. Vide la canna scura di una calibro 38 in tutta la sua magnificenza omicida. Una sinfonia di colpi partì e l’ultimo sguardo di quell’uomo che era stato, per anni, il console nel Litorale, della Banda della Magliana, si spense per sempre. Era il 18 ottobre del 2002, in via Francesco Grenet.   E’ da qui che parte Traffic, l’inchiesta sul narcotraffico a Fiumicino , da quei colpi in faccia che cancellano passato, presente e futuro di un mondo troppo lontano per resistere agli squali giovani e forti che vengono da altri mari, da altre coste…CONTINUA A LEGGERE QUI

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Traffic, l’inchiesta shock tra narcotraffico e divise “infedeli” all’ombra della Capitale


6ec09b4e91fe443589dd1755f8c2be49_MIl reportage, che da questa settimana pubblicheremo a puntate, è una serie di storie che svelano “il Sistema” del grande narcotraffico all’interno dell’aeroporto di Fiumicino, e non solo. Non parleremo di ovulatori, di desperados che cercano fortuna al controllo bagagli portandosi un chilo o due di cocaina dai paesi del Sudamerica. Parleremo di trolley con 40/50/90 chili di stupefacente transitati sotto “occhi compiacenti”, distratti, ingenui, di forze dell’ordine in costante balia della “gramigna del diavolo”: il denaro contante, tanto.   Traffic è l’inchiesta shock che racconterà “il Sistema”,criminale e criminogeno che ha legato l’aeroporto di Fiumicino ai clan mafiosi di Ostia. Il “Sistema” che si difende dalle forze dell’ordine tramite alcuni componenti delle stesse, che si moltiplica, che si espande come un virus contagioso. Che lega simboli positivi a simboli negativi della società. Un “Sistema” che si è difeso con strani “suicidi”, con il silenzio dell’imbarazzo, con gli “anonimi”, con il pressapochismo di chi doveva indagare. Riuscire a inquinare ambienti di sicurezza e investigativi è e rimane la miglior difesa del crimine….CONTINUA A LEGGERE QUI

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Il codice del silenzio/ Il piduista veneto


1e511e398f34cae9f7560ac37b2baeb1_MSembra preistoria, ma così non è. Sembra guardare al contrario la clessidra del tempo ma la verità è che il tempo stesso sembra essersi fermato, per qualcuno. Quando parli di P2, quando parli di Licio Gelli, del Venerabile, dei fini di una loggia massonica segreta e velenosa come la bondiana “Spectre”, le ragnatele ti si avvolgono alle dita, come per magia. Poi guardi il presente, guardi quello che ti circonda, osservi e cerchi il passato nel Maggio del 2014, e quelle ragnatele non ci sono più. Tutto rimane un film senza la parola “fine”….continua a leggere qui

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Dalla coca ai sequestri senza ritorno La lunga carriera di «Lallo lo zoppo»


468bf5f58391799e4cdbe1b20493193a_MFriedrich Nietzsche, in Morgenröthe, l’opera con cui si avvia verso quella “guarigione” che viene a coincidere con la sua perfetta maturità, percepisce, grazie alle sue antenne ipersensibili, come i “delinquenti scoperti” non soffrano “del delitto, ma dell’ignominia, o del cruccio per la stupidaggine commessa, o della privazione dell’elemento abituale”. Laudavino De Sanctis, soprannominato “Lallo lo Zoppo” da quando, durante un’evasione dal carcere di Regina Coeli, si era fratturato una gamba, valida, in occasione del suo ultimo arresto, alla bella età di 68 anni, l’intuizione del filosofo tedesco, fornendo plateale dimostrazione di “come sia raro” incontrare “(nei) carceri e (negli) stabilimenti di pena (…) un inequivocabile «rimorso di coscienza»: ma tanto più spesso, la nostalgia dell’antico, malvagio, amato delitto”…..continua a leggere qui

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Boss malati di tumore e di mente. Il festival delle false perizie


ee6baf97843aad8c5801d7e15ee99c85_MPer i capi e i grega­ri della banda della Magliana, era prassi abituale il ricorso a peri­zie compiacenti: Enrico “Renatino” De Pedis, ad esempio, si avva­lse della diagnosi di un falso tumore; Maurizio Abbatino ottenne l’invalidità civile e si finse persino paralitico; Edoardo Toscano, condannato in primo grado per l’omicidio Selis, si vide riconoscere il vizio parziale di mente.   Negli an­ni tra il 1980 ed il 1988, si era creato, peraltro, e non soltanto per quanto riguarda la criminalità organizzata capitolina, un “circuito dei manicomi giudiziari”, nei quali, accanto a persone realmente affette da infer­mità mentale, convivevano allegramente, fra tanti altri, boss del calibro di Salvatore Nicitra, Marcello Colafigli e Giuseppe Marchese…..continua qui

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