Dalle ghigne di sfida ai silenzi “preoccupati”. Parabola del clan Senese e del suo boss condannato all’ergastolo


2014-11-01_124913Quando fuori dalla “Pagoda”, così è chiamata la struttura che ospita la corte d’Appello di Roma, un parente stretto di Michele Senese si avvicinò per lanciarmi qualche epiteto “simpatico”, misto a quel sorriso falso di chi vuol far credere di avere in pugno il destino del mondo mentre tutto gli sta scivolando dalle mani, era un freddo pomeriggio di Dicembre di alcuni anni fa. Una delle risposte che gli diedi fu quella di “respirare bene” perché la resa dei conti, nei confronti della giustizia, ormai viaggiava su binari in discesa. Rapidi e senza troppe fermate. Una profezia che ieri si è avverata con la condanna in primo grado all’ergastolo per il boss di Roma sud, per ‘o Pazzo, per quel camorrista che decenni fa si trasferì da Afragola nella Capitale “in nome del clan Moccia” e con il tempo, si creò il suo impero tra palazzi-dormitorio e lo sbocco che portava a quella “Sin City” chiamata Ostia…..continua qui

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Pubblicato su Cronaca

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