Dalla coca ai sequestri senza ritorno La lunga carriera di «Lallo lo zoppo»


468bf5f58391799e4cdbe1b20493193a_MFriedrich Nietzsche, in Morgenröthe, l’opera con cui si avvia verso quella “guarigione” che viene a coincidere con la sua perfetta maturità, percepisce, grazie alle sue antenne ipersensibili, come i “delinquenti scoperti” non soffrano “del delitto, ma dell’ignominia, o del cruccio per la stupidaggine commessa, o della privazione dell’elemento abituale”. Laudavino De Sanctis, soprannominato “Lallo lo Zoppo” da quando, durante un’evasione dal carcere di Regina Coeli, si era fratturato una gamba, valida, in occasione del suo ultimo arresto, alla bella età di 68 anni, l’intuizione del filosofo tedesco, fornendo plateale dimostrazione di “come sia raro” incontrare “(nei) carceri e (negli) stabilimenti di pena (…) un inequivocabile «rimorso di coscienza»: ma tanto più spesso, la nostalgia dell’antico, malvagio, amato delitto”…..continua a leggere qui

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