Il pentito Di Nocera racconta come la camorra si infiltra nel mondo delle scommesse sportive.


Fino alla metà degli anni 90 le scommesse sul mondo del calcio erano illecite e, per poter scommettere sulla vittoria della propria squadra del cuore, bisognava conoscere qualche allibratore clandestino al quale affidare i propri soldi.

Da quando le scommesse sono diventate legali anche i gruppi legati alla camorra, detentori del business del gioco clandestino, hanno deciso di legalizzarsi.

Ai magistrati napoletani, impegnati in difficili indagini sulle infiltrazioni nei centri scommesse targati Intralot della potente organizzazione criminale dei D’Alessandro particolarmente radicata nell’area stabiese ed in quella dei monti Lattari, lo ha raccontato il nuovo pentito di camorra, Giuseppe Di Nocera.

Il collaboratore di giustizia, ex esponente del clan Gallo-Cavalieri, operante nel popoloso comune di Torre Annunziata, è stato interrogato nei giorni scorsi, dal pubblico ministero Filipelli e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo titolari, insieme al pubblico ministero Claudio Siragusa, dell’indagine delegata ai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata diretti dal capitano Alessandro Amedei.

Il verbale con le sue dichiarazioni è stato depositato agli atti dell’udienza di riesame celebrata ieri sul ricorso degli avvocati Alberto Tortolano e Gerardo Auletti legali del dirigente della società greca Intralot.

Di Nocera racconta che la sua famiglia, a Torre Annunziata, gestiva un centro di accettazione scommesse sportive siglato Intralot.

L’uomo sottolinea come la camorra comprese subito l’occasione costituita dall’apertura di tanti centri scommesse legali per abbandonare il mercato clandestino ed investire milioni di euro in quello legale e precisa, inoltre, che i clan della zona compresa tra Castellamare di Stabia, Pompei, Gragnano e Scafati, avrebbero tentato di infiltrarsi sfruttando le concessioni ottenute dal book maker Intralot e cercando di mettere all’interno delle agenzie prestanomi o comunque soggetti collegati all’ambiente criminale.

Gli inquirenti, hanno più volte evidenziato come la società Intralot non è coinvolta ad alcun titolo nelle indagini.

Ad onor del vero, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Di Nocera vengono lette con grande attenzione dai magistrati che lavorano alla ricostruzione dei diversi livelli di penetrazione della camorra nel settore delle scommesse sportive (compresi i possibili tentativi di condizionare il regolare svolgimento di una o più partite del campionato italiano ed anche di alcuni campionati esteri).

Dall’inchiesta sono emersi presunti collegamenti tra la potente camorra stabiese e l’allenatore di calcio Hector Cuper, che in Italia ha allenato l’Inter ed il Parma ora invece in Spagna alla guida del Racing Santader, indagato perché sospettato di aver indicato i risultati di quattro gare, due del campionato argentino e due del campionato spagnolo, indovinando tutti e quattro i risultati.

Cuper, grazie ad una richiesta di rogatoria internazionale, verrà ascoltato nei prossimi giorni così come l’ex allenatore del Bologna, Alberto Malsani, ora alla guida tecnica del Genoa, convocato dai magistrati napoletani per comprendere alcuni risultati, ritenuti anomali, che caratterizzarono il campionato del Bologna nella stagione sportiva 2010-2011.

Giuseppe Parente

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