Napoli: la polizia sventa un colpo da 40 mln ai danni dell’istituto di vigilanza Bsk Service.


Dieci uomini ed una donna sarebbero dovuti entrare, di “diritto”, nella grande famiglia dei milionari proprio oggi venerdì 14 ottobre.

Gli undici, infatti, avrebbero dovuto dividere un bottino di 40 milioni di euro contenuto nel caveau della sede napoletana dell’istituto di vigilanza Bsk Service di via Argine.

Avrebbero dovuto perché, invece, il piano ben congegnato dai dieci uomini e l’unica donna, è andato in fumo grazie ad una brillante operazione degli uomini della squadra mobile di Napoli, guidati dal vice questore Andrea Curtale.

Circondato i locali (che in un recente passato ospitavano l’emittente televisiva Campania Tivù), dove la banda di Casavatore (comune dell’hinterland partenopeo), stava mettendo a punto gli ultimi dettagli prima di entrare in azione, i poliziotti hanno intimato loro la resa e, entrati in azione, hanno mandato all’aria il colpo milionario pochi minuti prima che i banditi, armati di kalashnikov e mitragliette facessero irruzione nella sede dell’istituto di vigilanza.

Con le accuse di associazione a delinquere, tentata rapina, detenzioni di armi da guerra e materiale esplosivo, i signori Carmine Laurino di 45 anni di Casavatore, capo banda, sua moglie Santa Langella di 43 anni, Gaetano Monaco di 37 anni, Leonardo Sportiello di 38, Giuseppe Avignano di 47 Luigi Turco di 25, Giuseppe Langella di 42, Federico Marinelli 36 anni di Arzano, Marco Barbuto di 33 anni, Vincenzo Riccio di 36, Salvatore Avagnano di 42, da giovedì 13 ottobre sono ospiti del carcere di Poggioreale e del penitenziario femminile di Pozzuoli.

Grazie ad un brillante lavoro di intelligence, i poliziotti hanno intercettato poi i due furgoni che dovevano essere usati per il colpo ed hanno rinvenuto un fucile mitragliatore, un kalashnikov, due pistole calibro nove, divise di colore blu indossate dagli uomini della Bsk, materiale per la comunicazione come telefonini cellulari, micro spie e radio ricetrasmittenti, giubbini anti proiettili, maschere anti gas, maschere nere utilizzate per manifestazioni sportive simili a quelle indossate dai giocatori di Hockey, gas anestetizzante e finti candelotti esplosivi da usare per il solo fine di spaventare le guardie giurate al fine di costringerli ad aprire i mezzi blindati.

Sono state inoltre sequestrate tre microspie, inibitori di segnali di comunicazioni, ricetrasmittenti: materiali, dunque, di un certo spessore.

Le ipotesi la accreditano una banda di specialisti e, in queste ore, la scientifica è al lavoro per esaminare tutto il materiale ed accertare se la gli 11 siano responsabili anche di assalti a furgoni portavalori avvenuti nei mesi precedenti nel napoletano.

Secondo quanto dichiarato dal questore di Napoli, Luigi Merolla, il bottino sarebbe stato quantificato tra i 35 e i 40 milioni di euro che corrisponde alla media dei valori custoditi dall’istituto che è comunque assicurato per 50 milioni di euro.

Giuseppe Parente

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Pubblicato su arresti, Cronaca, Notte Criminale, Sud Crime

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