Meredith Kercher in attesa del terzo grado.


Giustizia deve ancora essere fatta.

Già, perché quei riflettori puntati ora su Amanda, ora su Raffaele, hanno fatto perdere di vista lei, la “protagonista” di questo ennesimo “delitto story” un po’ americano, un po’ all’italiana. Si, non più vittima, avete letto bene, ma protagonista senza giustizia. E’ di questo che bisognerebbe parlare e invece..

Invece i riflettori sono sempre stati puntati sui due ragazzi tanto che, anche da dietro le sbarre, è stato necessario non solo rifarsi quel look inizialmente poco gradito alla stampa ma pagare, addirittura, delle agenzie di comunicazione per curare l’immagine oltre l’estetica. E così, più che ri-percorrere, o percorrere, la scena del delitto dove una ragazza è stata assassinata, si è fatta una vera e propria campagna mediatica da far invidia a Berlusconi o Obama.

I giudici della Corte d’assise di Perugia avevano condannato per l’omicidio di Meredith Kercher la Knox e Sollecito a 26 e 25 anni. Raffaele e Amanda hanno evitato però l’ergastolo chiesto dai pubblici ministeri, perché la corte, escludendo le aggravanti contestate, concedeva le attenuanti generiche. I reati erano stati dichiarati unificati dal vincolo della continuazione e quello di violenza sessuale assorbito nel reato di omicidio volontario.

Quattro anni dietro le sbarre. Millequattrocentoquarantotto giorni per l’esattezza (come ci hanno più volte specificato tutti) e, come uno show che si rispetti, l’appuntamento è in aula in prima serata. Sono le 21.47 quando il presidente della coorte, Claudio Pratillo Hellmann, al cospetto degli imputati, degli oltre quattrocento giornalisti accreditati e di milioni e milioni di telespettatori che affollavano il satellite, recita queste parole:

«La Corte d’assise d’appello di Perugia in parziale riforma della sentenza pronunciata in data 4-5 dicembre 2009 dalla Corte di assise di primo grado di Perugia, nei confronti di Knox Amanda e Sollecito Raffaele…: – dichiara Knox Amanda colpevole del reato di calunnia (ai danni di Patrick Lumumba, ndr)… e la condanna alla pena di anni tre di reclusione (…); – assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio, ndr), B (porto di coltello), C (violenza sessuale) e D (furto) per non aver commesso il fatto, e dal reato di cui al capo E (simulazione di reato) perché il fatto non sussiste; – ordina l’immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa»

E lo show, continua.

All’appuntamento con la giustizia o, per i più maligni la farsa, arrivano le immancabili critiche pro e contro verdetto, lo strascico di quella storia d’amore nata tra i due ragazzi ormai liberi ma già finita, e arriva pure la gente in piazza, accorsa per il grande evento, pronta ad attirare su di se quelle telecamere ormai impazzite.

Insomma quei cinque minuti di gloria devono bastare a tutti. Ma per soddisfare i processi appena avvenuti -quello reale e quello mediatico- bisogna che ognuno, adesso che la sentenza è stata fatta, abbia più spazio. E spazio sia. Principalmente per i protagonisti, vittime di questa vicenda. Le conferenze stampa, già organizzate il giorno prima per non lasciar con le mani in mano la stampa accorsa da mezzo mondo, hanno più o meno soddisfatto la sete di tutti su tutto.

Ma non basta. Non basta ancora a nessuno, la sete non si placa. Peccato che la fredda vittima non può prendere la parola e spaccare il video. Peccato.

Niente paura perché, comunque, la serie è già pronta con il giusto finale, per svettare sulle classifiche delle “più viste”. Nel frattempo, come i tour trash che hanno fatto la “gloria” degli ultimi delitti come Erba, Novi Ligure, Cogne e, per dare davvero il senso Avetrana (peccato non ci sia nessuna corda da mostrare, perchè su quel reggiseno è stato ormai detto abbondantemente tutto) c’è chi si ferma a raccontare della gente, chi Perugia (dipinta di nero e ancora meno dolcemente del gusto del fondente), chi rincorre l’avvocato, chi i genitori di Meredith, di Raffaele e di Amanda. (Rudy dalla cella attende il terzo grado insieme a Meredith)

E non basta ancora. Adesso sugli sguardi rubati si costruisce il seguiro di quella storia d’amore che ha unito i due ragazzi ad uno stesso destino scritto su quel “filo di bracciale” ma che dopo quattro anni, non può spezzarsi e basta. Non può finire così. Già, ma quando finirà? Come finirà?

Tra la sovrapposizione dei racconti, gli attimi da rubare, le pagine da riempire e chi più ne ha, ne metta, probabilmente ci si è lasciati prendere un po’ tutti la mano e la realtà, anche adesso che Amanda Knox è tornata a casa, è diventata un format da cui attingere per gli aggiornamenti alla prossima puntata.

Nel frattempo, la 21enne britannica Meredith Kercher attende il terzo grado, possibilmente con meno flash e dirette, insomma: giustizia…

..oltre al cioccolato che l’aveva portata a Perugia, chissà se questo interessa a qualcuno.

Marina Angelo

link ai post correlati:

Amanda e Raffaele: ecco il punto di vista dell’Avvocato Gianluca Arrighi

Il film su Amanda Knox: quando la fiction si arrende alla realtà

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2 comments on “Meredith Kercher in attesa del terzo grado.
  1. […] Crime News: Roma. Rapina da mezzo milione di euro all’Eur  |   Meredith Kercher in attesa del terzo grado. […]

  2. Federico Pugnetti ha detto:

    in memoria per nn dimenticare MEREDITH KERCHER

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