Torino: arrestato killer omicidio mano mozzata


Ha diciannove anni David Cristian Alexa il romeno accusato, dell‘omicidio del connazionale Georghe Cimpoesu avvenuto giovedì sera al 15 di via Chivasso nel quartiere Aurora a Torino. Il macellaio che durante l’aggressione e prima di uccidere il ventiduenne, ha amputato la mano di Cimpoesu, è stato fermato grazie ad una mossa falsa: una telefonata.

Il ragazzo, infatti, cercava di mettersi in contatto con il padre ma la chiamata è stata intercettata dai carabinieri del nucleo investigativo di Torino che, identificata la sua postazione, lo hanno catturato in un parco.

Al momento dell’arresto, il ragazzo indossava un cappellino, una maglietta e un paio di pantaloni verdi. Abiti diversi da quelli che portava la sera del delitto, non hanno di certo confuso i carabinieri che hanno subito fatto scattare le manette ai polsi del macellaio che senza documenti, era già stato denunciato in passato.

Federico Milano, il legale che assiste il giovane, ha spiegato che Alexa sentito dal pm Francesco Pelosi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Provato, ha aggiunto, spiegherà tutto al giudice dopo la ricostruzione della vicenda.

Ma quella vicenda, pare non abbia bisogno di troppe specifiche poiché, avvenuta sotto il naso, sembra il caso di dire, di numerosi testimoni che, affacciati al balcone, supplicavano il ragazzo di non uccidere.

Con lui, quella sera, pare ci fosse anche un presunto complice fermato poche ore prima. Il ragazzo, che pare fosse presente durante l’aggressione, è un minorenne di 17 anni. Lo stesso che ha aiutato Alexa a far perdere le sue tracce.

Nel frattempo, nei quartieri di Borgata Aurora, dove è stato commesso l’omicidio, e quello limitrofo di Barriera di Milano, sono scattati controlli a tappeto dopo che gli abitanti, sabato mattina, stanchi di condividere con l’alto tasso di criminalità nelle zone, sono scesi in strada per un sit-in spontaneo dicendo «basta» ad una situazione diventata quasi insostenibile e chiedendo l’intervento del sindaco e del prefetto.

Alla protesta hanno partecipato anche diversi immigrati sottolineando che “la criminalità non ha nazionalità, ma è una questione di legalità”. Alberto Di Pace, il prefetto di Torino, ha convocato per il 4 ottobre una riunione speciale del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato proprio alla situazione nei quartieri Aurora, Porta Palazzo e corso Giulio Cesare.

Marina Angelo

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