Torino: dai balconi assistono a delitto in strada


«Lascialo, smettila, non lo uccidere». Così lo implorava la gente sui balconi in via Chivasso di Borgo Aurora. Sono le 21,15 ma il carnefice, probabilmente accompagnato da due donne, non si ferma.

Davanti al civico 10, sembra un film dell’orrore ma nessuno può cambiare canale. L’aggressore estrae la lama lunga trenta centimetri e, come a voler assaporare a poco a poco la sofferenza della vittima in attesa di infliggergli la morte, la usa in profondità circa quindici volte su tutto il corpo. L’uomo che poco prima affrontava solo un avversario di una lite alla pari (questo sembra essere l’inizio di tutto), adesso è il bersaglio del delirio di un killer spietato che con calma e precisione, gli amputa, una mano.

L’uomo si contorce di dolore sul marciapiede e cerca la fuga all’interno di quel set dove tutto, però, è tremendamente vero.
Tra i più coraggiosi dei testimoni, uno corre in strada per cercare di fermare quella carneficina ma l’assassino, zuppo di sangue e nel più assordante suo silenzio, gli punta la lama contro e a quell’eroe, non resta che scappare in un portone.

Torna a guardare la sua vittima: è ancora lì, dolorante, terrificata e ad un passo dalla morte che non tarda ad arrivare. Il numero delle persone che assistono alla carneficina a cielo aperto è in aumento.

Il folle, in preda alla sua raccapricciante pazzia, impugna ancora la sua lama e sfregia il volto all’uomo che con la mano, sta perdendo ormai troppo sangue. Pochi attimi dopo, viene finito con il cranio tagliato a metà. Eppure anche con la testa spaccata in due, quell’uomo cerca di vincere la lotta con la morte.

A poca la sua mano mozzata e lì per terra dentro la sua pozza di sangue, lui agonizzante ma ancora vivo. Per poco.

Al carnefice dopo aver placato la sua sete di sangue, non resta che andare via. Con la stessa calma con la quale aveva sezionato la mano della sua vittima e leggermente claudicante, abbandona la scena del delitto verso via Aosta e qualche metro più avanti, abbandona anche l’arma.

A cercare di fermare la tragedia, arrivano i carabinieri del 112 e i militari del reparto operativo Oltre Dora, capitanati dal maggiore Luigi Isacchini. Bloccano con un laccio il braccio che ha subito l’amputazione e cercano di tamponare il sangue. Ma è tardi. E le ambulanze, tardano ad arrivare. Per l’uomo non c’è più nulla da fare.

Tutto questo, è realmente accaduto ieri sera a Torino sotto gli occhi di molti. Tutto questo è un delitto. E’ realtà, tragica, raccapricciante, inverosimile, agghiacciante, raccapricciante, spaventosa ma reale.
Le indagini, sono in corso.

Marina Angelo

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