OK della Corte d’appello. Via alla revisione del processo a Bruno Contrada


E’ frastornato Bruno Contrada da «una notizia che sembrava impossibile»: La Corte d’appello di Caltanissetta ha ammesso la revisione del processo dove il numero tre del Sisde è stato condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa. La sentenza, emessa dal Tribunale di Palermo il 5 aprile del 1996, è diventata esecutiva, con provvedimento della Cassazione, il 10 maggio del 2007.

Proprio adesso che «il tempo stringe e anche la salute scarseggia» ecco che arriva ancora un briciolo di la speranza, del resto «la speranza è l’ultima a morire». Lo sa bene l’ex 007 anche se al suo legale, Giuseppe Lipera, portavoce delle dichiarazioni all’ Adnkronos, non ha negato un velo di pessimismo: « “ad impossibilia nemo tenetur” (nessuno è tenuto a fare l’impossibile) perché dopo tutto quello che ho passato negli ultimi venti anni ho tutti i motivi per essere pessimista. L’unica mia speranza è l’imprevisto»

Precedentemente, lo stesso avvocato, aveva presentato 2 analoghe richieste che, però, erano state rigettate. Adesso, il processo di revisione comincerà il prossimo 8 novembre davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta.

Marina Angelo

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Pubblicato su Atti giudiziari, Cronaca, News interessanti, Notte Criminale
One comment on “OK della Corte d’appello. Via alla revisione del processo a Bruno Contrada
  1. Zione ha detto:

    Un sincero apprezzamento per i Signori Magistrati, che hanno deciso la Revisione del Processo e un cordiale augurio al Dottor Contrada; una Maledizione speciale va a quei Criminali turpemente Associati, che quando non l’hanno direttamente pugnalato alle spalle, col dissacramento di molte decine di Alti Funzionari e Dirigenti dello Stato, per Santificare l’operato di quattro vili Pentiti di comodo, l’hanno comunque rinnegato (cosa che capitò anche al Nazzareno …) come fece anche il viscido Di Pietro che affermava di non conoscerlo, mentre invece gli stava seduto affianco, a tavola; comunque speriamo che si verifichi ancora qualche altro e atteso “Miracolo” del genere; a cominciare da Mamma Franzoni che, che prima è stata issata sulla Croce senza nessuna prova e poi è stata definitivamente Crocifissa da una vergognosa e raccapricciante Sentenza (stilata per Ignoranza, per Spirito di Corpo o per Tranquillità ?) che passerà con tutti gli Onori, alla Storia delle Infamie.

    Zione, come Firenze, sogna: “Minchia, questa proprio non ci voleva; così sbottò un Galantuomo a cui la Commissione d’esame composta da Docenti del Diritto, rispettosi delle Leggi e ossequienti alle direttive delle Istituzioni chiese l’assenso per una finta laurea provvisoria per Cumpar’Ndonio, quel bravo villico dalle sporche mani (di Lavoro ?), che è sempre stato a disposizione degli “Amici” e pronto alla loro chiamata; purtroppo il favore richiesto e concesso, si trasformò subito in un arma letale e in una pustolosa Piaga Sociale, che ancora affligge lo sventurato Popolo Italiano; perché la semplice “Carta” pretesa per (Amor di Patria o per Ragion di Stato ?) da parte di certe degenerate e recondite “Autorià” veniva giustificata “in nome dell’Emergenza …” e avrebbe dovuto solo servire come pezza d’appoggio per un’unica operazione tipo Trappolone (Eversivo ?) dei soliti e noti Servizi segreti (deviati ?).

    La Commissione dovette giocoforza concedere, forse anche per giustificata paura di ritorsioni perchè allora e già da tempo era molto di moda la Tortura, con Asserviti e interessati Gendarmi e ciò, malgrado l’evidente e Somma Ignoranza dell’esaminato e fu così un Chiarissimo Presidente, Giurista di antica e Onesta scuola, che pure scalpitava furibondo per la benevolenza che decisero di usare comunque i Professori, nei riguardi del Grande ASINO, fu costretto dalle circostanze ad ingoiare il rospo e dalla consuetudine a dover ratificare la decisione presa all’unanimità degli Esaminatori e per la prima volta in vita sua, anche l’Illustre Giureconsulto dovette sottostare ad una Brigantesca Imposizione degli infimi Legulei e questo non se lo perdonò mai e ne tanto meno, il suo riottoso atteggiamento fu dimenticato dagli Eccellentissimi Cialtroni, molto rancorosi e vendicativi, come dimostrarono carognescamente, appena riuscirono a rafforzare ulteriormente la loro scellerata Setta del Giudiciume.

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