Daniele Virgutto, figlio di un ex componente della Banda della Magliana, riacciuffato dopo evasione


Era scappato lo scorso 11 luglio. Su di lui oltre l’accusa, gravava una condanna a 17 anni per omicidio. Daniele, figlio di Giancarlo Virgutto ex appartenente alla Banda della Magliana (per il quale è stato applicato il 416 bis-associazione per delinquere di stampo mafioso-), stava scontando.

Con il beneficio degli arresti domiciliari concessogli il 15 aprile scorso, il quarantaseienne stava estinguendo, infatti, la pena per duplice tentato omicidio all’interno di “Villa sorriso sul mare” una struttura sanitaria di Formia, vicino Latina. E’ da lì, che lo scorso 11 luglio era scappato.

Inutile dire quanta energia e quanto impegno hanno da subito investito le forze dell’ordine per la sua ricerca. E oggi, con le manette, i carabinieri di Anzio, sono arrivati al risultato: Daniele Virgutto è stato arrestato questa mattina a Città di Castello, in provincia di Perugia.

Daniele deve pagare per due attentati commessi, a distanza di soli cinque mesi, al ristorante pizzeria “Follia” di Lavinio.
Il primo risale al 26 ottobre 2008. Ma fallì esaurendosi con qualche colpo sparato da un fucile a canne mozze. Per il secondo, il 3 gennaio 2009, prese meglio la mira e sparò ben quattro colpi di pistola contro il basso ventre del gestore, Fabio Crivellini, finito moribondo in ospedale per settimane.

Quarantotto ore dopo, venne però arrestato il killer bulgaro, di soli 23 anni, Nicolaev Vassilev Lubomire, condannato a 12 anni di reclusione.

Indagini successive, però, facevano chiarezza sul mandante.

Mentre Daniele Virgutto si trovava detenuto nella casa circondariale di Torino per il reato di rapina,( già finito nl ’93 con i bracciali ai polsi insieme a padre e fratello -Alberto- per spaccio di stupefacenti) gli veniva notificata un’ordinanza di custodia cautelare perché ritenuto colpevole del duplice tentato omicidio in concorso, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco, alterazione di arma da fuoco, ricettazione di arma da fuoco.

Solo due giorni fa, invece, dava le “dimissioni” dall’ospedale di Locri, dove era stato ricoverato per un malore, Antonio Pelle, boss ‘ndranghetista del clan di San Luca (RC). Per l’evasione di “Vancheddu” o “la mamma”,(condannato a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa nel procedimento contro le cosche Nirta-Strangio e Pelle-Vottari) le indagini sono ancora in corso.

Marina Angelo

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