Blitz contro i Casalesi. Arresti in tutta Italia


Questa mattina, a brillare non erano i guadagni delle attività criminali ma i bracciali stretti ai polsi di sedici persone.

“Apogeo” questo il nome dell’operazione congiunta (dei carabinieri del Ros, i comandi territoriali dell’Arma e del Gico della Guardia di Finanza di Perugia e Firenze), che ha smantellato una banda con sede operativa a Perugia, ma che operava, poi, in Umbria, Toscana, Marche, Veneto, Campania e in altre zone su tutto il territorio nazionale.

Le accuse sono di truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l’aggravante del metodo mafioso.

E proprio siciliani e campani, residenti a Perugia, erano collegati con alcuni esponenti del clan camorristico dei Casalesi.

E mentre, a Perugia, i carabinieri del Ros hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Perugia ( su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia) e la Guardia di Finanza eseguiva un provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili (più di 300 gli appartamenti, 2 alberghi, 18 le società, 200 conti correnti in 53 istituti bancari, 144 veicoli, un cavallo da trotto. tutto per un valore di oltre 100 milioni di euro e riconducibile al patrimonio dei Casalesi) a Caserta veniva arrestato, dalla squadra mobile, Gaetano Cerci, marito della nipote di uno dei maggiori boss dei casalesi, Francesco detto «cicciotto ’e mezzanotte» (impegnato nello smaltimento illegale di rifiuti industriali, tossici e urbani).

All’interno dell’operazione,a spiccare, è proprio il nome di Gaetano Cerci, imprenditore 46enne e figura storica del clan di Casal di Principe ( per via del legame di parentela che lo lega alla famiglia Bidognetti e in contatto -pare- con la Loggia P2 di Licio Gelli -incontri presso la villa di Arezzo del maestro venerabile sarebbero stati documentati-).

L’esponente della famiglia camorristica (pregiudicato per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti dalla fine degli anni 80, falsi e ricettazione), è stato arrestato insieme a un carabiniere (suo autista), una donna (la compagna del militare) e un altro pregiudicato dalla squadra mobile di Caserta.

Per il carabiniere, le accuse sono invece quelle di rivelazione di notizie coperte da segreto d’ufficio, (che acquisiva mediante la banca dati a disposizione delle forze dell’ordine e riferiva, in cambio di denaro a Cerci), detenzione e cessione di sostanze stupefacenti(alla sua donna, la stessa arrestata nel blitz)

Dalle indagini, iniziate nel 2010, è emerso che il gruppo operava su due fronti distinti ma correlati: il circuito economico delle aree d’influenza serviva all’organizzazione per investire ingenti capitali della camorra.

Creando o acquisendo società imprenditoriali in difficoltà finanziarie dei settori alberghiero, della ristorazione e dell’edilizia (molte della quali con sede inesistente o fittizia) li prosciugavano dalla loro capacità economica, fino a riutilizzare quelle stesse società per truffe ai danni di fornitori, false fatturazioni per operazioni inesistenti e distrazioni di capitale, fino al fallimento.

Marina Angelo

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