Intervista a Giampiero Mughini



Quale è stata e quale è oggi la “grande truffa” d’Italia?

Beh, non c’è una sola “grande truffa”.
C’è un grande imbroglio generale al quale abbiamo partecipato tutti nel senso che tutti, chi di più, chi di meno abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo creduto che il tempo cosiddetto delle “vacche grasse” fosse infinito.

Non ci rendevamo conto che il mondo stava cambiando, che l’India, Brasile, Cina avevano preso un passo che noi non reggevamo più e che l’essere entrati nell’euro ci comportava una responsabilità di cui, facevamo finta di non esserci accorti.

Quanta consapevolezza si ha del crimine e della criminalità oggi?

Beh retoricamente parlando, tanta.

Retoricamente parlando, se lei vuole fare carriera, basta scrivere un libro contro la camorra. Detto questo, invece, io voglio sapere se, uno che vive in un quartiere di Palermo e gli chiedono il pizzo…credo non sia facile.

Quindi la retorica antimafia, anticamorra eccetera eccetera, è meglio che ci sia ma non gli do grande peso. Poi c’è la difficile realtà di intere regioni italiane di cui è stato detto che sono nelle mani di eserciti stranieri.

Oggi come giustifica il regolamento dei conti “fai da te” mediante lo “sparo facile”?

A fare una banda bastano due imbecilli. Due imbecilli costituiscono una banda e se c’è uno che sta loro antipatico sa, gli imbecilli sono “onnipotenti” nella ricerca del male.

E’ difficile. Io, cosa vuole che le dica? Si ammazzano come cani. Alcuni di loro, sono dei cani.

Quale è il serpente che inietta veleno nelle nuove generazioni?

Il serpente dell’ideologia dice “io sono buono, tu sei cattivo/cattiva”. Contro di te posso, dunque, fare qualsiasi cosa.

Chiesa e finanza: uno schiaffo alla povertà ed al buon samaritano o un fatto criminale?

Sono argomenti di cui uno, se ne deve intendere molto. Io non me ne intendo molto. Penso che la Chiesa abbia i suoi meriti e i suoi demeriti. E’ giusto parlare dei suoi demeriti ma anche dei suoi meriti.

Perché il crimine diventa mito?

Questo è esagerato. Indubbiamente, se lei fa un film, faccio per dire, forse viene meglio su un Vallanzasca che su di un samaritano scalzo. Però dire che diventi mito, è eccessivo.

Io non so se il film di Vallanzasca alimentasse il mito. Qualcuno dice di si. Io non sono andato a vederlo e ho risolto il problema.

Marina Angelo

Montaggio: Giovanni Mercadante

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