Quando dietro ad una pistola c’è solo vigliaccheria…


Tutto si confonde tra la polvere da sparo e le notizie d’agenzia che vomitano bollettini di guerra.

Le urla dei padri e delle madri, le sirene di troppe ambulanze che non arrivano mai con qualcuno da salvare, ma solo con corpi già freddi e inanimati.

Tutto si confonde: le voci fuori tempo di chi governa e quelle inutili delle opposizioni.

Fiumi d’inchiostro di chi, come noi, deve scrivere non solo di una criminalità che in alcuni casi (vedi Roma) è tornata “spicciola” e violenta ma deve raccontare di una tendenza che cresce e si sviluppa.

Una tendenza, che non riguarda l’ultimo paio di occhiali griffati o l’ultima hit musicale, l’argomento che adesso tira tra i muretti, le piazze e i tavolini dei bar (non solo quelli malfamati) sono le armi, le pistole.

Da usare. Per creare potere.

Per crearsi personalità.

Per risolvere problemi.

Tutti i problemi, anche quelli di un banale diverbio da circolazione stradale.

La sopraffazione fredda, spietata, senza rimorso, quella per mille euro, per gelosia di una donna, per un sorpasso.

Non è solo criminalità ciò che muove questi tempi verso il baratro.

E’ il senso di emulazione, è un tempo vuoto di pensieri e parole, pieno di miti sbagliati e soluzioni falsamente facili.

E’ un tempo che non si ferma solo con le pattuglie della polizia o dei carabinieri, che sono sempre troppo poche. E’ un tempo che mischia, pericolosamente, valori giusti con impugnature di pistole che niente hanno a che fare con la parola stessa.

L’onore non è qualcosa che compri al mercatino della violenza.

L’onore di cui tutti parlano e per cui alcuni scellerati sparano è solo la faccia presentabile della vigliaccheria.

Roma non è il far west, Roma è figlia di decenni di lassismo legalitario.

Tutti sono colpevoli, tutti sono compromessi dentro a questo gioco perverso che crea tendenze pericolose. E se questa moda del grilletto facile prenderà piede non ci saranno partiti, né istituzioni che tengano.

Si ritornerà a vivere col terrore di uscire di casa e di essere vittime e non solo spettatori.

Curare questa malattia, che sembra essere contagiosa, non è solo compito di chi governa, è compito di tutti noi in ogni contesto.

Non tutto è giustificabile sempre con la crisi economica. E’ qualcosa di più profondo, che non deve concedere alibi a chi si presta a questi giochi.

La criminalità, più o meno organizzata, è solo la parte più evidente del problema e, per assurdo, la più risolvibile.

Ma è quando la modalità del mirare per sparare arriva a toccare le menti di gente normale che il livello di guardia deve alzarsi, e di molto.

Non è puntando freddo ferro che si accresce il proprio valore e non si difende nessun tipo d’onore sparando al petto di una persona.

A te che quando indossi il passamontagna e infili la pistola nel giubbetto, ti sembra di gestire il cielo e la terra;
a te che quando senti l’adrenalina scorrere mentre stai sparando a una persona indifesa pensi al tuo onore salvato;
a te, che mentre stai scappando sul tuo scooter pensi di averla fatta franca,

io ti dico:

sei più vigliacco di chiunque tu possa pensare, sei démodé come una cambiale scaduta. Per la tua libertà è scattato il conto alla rovescia, inesorabile.

Non c’è gloria per chi spara.

Di te, rimarrà solo il gusto amaro di un ricordo.

Alessandro Ambrosini

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2 comments on “Quando dietro ad una pistola c’è solo vigliaccheria…
  1. […] WordPress.com « Quando dietro ad una pistola c’è solo vigliaccheria…  |   […]

  2. paolo dinucci ha detto:

    quando nessuno si preoccupa della giustizia la conseguenza, sempreche una persona non abbia altri freni, é sempre quella di farsi giustizia da se. Tutti i giorni sopportiamo rappresentanti delle istituzioni, che invece di essere di esempio
    sono più criminali di quelli che vengono normalmente arrestati. non c’é nessuna protezione istituzionale per il “normale”
    cittadino che gli viene data una qualche considerazione solo quando é cadavere. in questa situazione al cittadino rimangono due scelte: 1. subisce le angherie sia da parte dei rappresentanti delle istituzioni che da parte dei criminali;
    2. prende un arma e ………………………

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