Bologna 2 Agosto 80′: una cambiale mai pagata / I fatti



Alle 10.25 del 2 Agosto 1980 non fu solo l’orologio della stazione di Bologna a fermarsi.

L’Italia intera si fermò.

A distanza di oltre 30 anni si continua, giustamente, a ricordare una delle stragi che attraversarono la mente e il cuore di un popolo intero. Le immagini che vengono riproposte nei telegiornali o negli speciali sono l’avviso permanente di una cambiale che scadrà solo con la verità certa, senza ombra di dubbio alcuno.

Non sono ricordi sfocati, sono immagini nitide quelle che ripercorrono la mente di chiunque , quel giorno, avesse coscienza dei fatti. E la forza di quelle immagini, la distruzione, i soccorsi affannosi, le ambulanze, gli autobus trasformati in autolettighe, i funerali di massa, sono la memoria storica condivisa di un paese, che passa attraverso le nuove e vecchie generazioni e lascia un monito per il futuro.

Quello che successe in seguito alla tragedia resterà una brutta pagina della storia della Repubblica.

Lo Stato e i suoi rigagnoli sporchi inquinarono quel sacrificio non voluto, dicendo e non dicendo, indagando e insabbiando.

Nel corso degli anni in molti salirono su quel palco per la commemorazione, di destra e di sinistra. Nessuno aprì mai le porte della verità

2 Agosto 1980
Ore 10.24 di un agosto caldissimo, l’aria circola a fatica nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Le agognate vacanze sono arrivate e la voce dell’altoparlante si mischia al vociare della gente che aspetta l’arrivo dei treni. C’è chi legge un giornale, chi estre dalla valigia uno spuntino.

La sala è piena di gente con bagagli che non contengono solo vestiti, ma sogni ad occhi aperti di spiagge e mare, di profumi di casa lasciati per andare a lavorare al nord. Le sale d’aspetto delle stazioni sono sempre uno spaccato di un paese che vive muovendosi, di un paese che vuole uscire dagli anni bui del terrorismo.


Ore 10.25: nella stessa sala d’aspetto esplode una valigia lasciata incustodita. All’interno 20-25 Kg di esplosivo di tipo gelatinato.

L’innesco era composto da un temporizzatore chimico che ha permesso al terrorista di allontanarsi. L’esplosione fece crollare il tetto della pensilina, la sala d’attesa, gli uffici della Cigar ristorazione e il treno Ancona -Chiasso che era fermo al primo binario. Scomparsa la nube di fumo e detriti la tragedia fu subito chiara, certa, intrisa di sangue e grida di aiuto.

85 morti e oltre 200 feriti, iniziò così una delle storie più controverse e dense di misteri della storia d’Italia. Alcuni dei protagonisti che indicarono una pista sono morti, portandosi le certezze con loro.

Quel giorno non morirono solo quegli innocenti.

Quel giorno oscurò la vita ai parenti delle vittime, si riempirono carceri di innocenti, si diede la caccia a tutto e tutti per anni. Si diedero dei volti ai terroristi senza mai avere certezza, anzi.

Si aprirono varie piste, tutte plausibili, tutte possibili, ma non si trovarono mai i mandanti.

Edizione straordinaria del GR1

11 Luglio 1988
I presunti attentatori sono stati catturati e il tribunale di primo grado infligge 4 ergastoli a : Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco. Erano tutti della galassia della destra eversiva.
Contemporaneamente venivano inflitti dieci anni per depistaggio a Licio Gelli, il gran maestro della Loggia P2, Francesco Pazienza, a metà tra un faccendiere e uno 007 in affitto, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte due ufficiali del Sismi.

Vengono condannati per banda armata: Paolo Signorelli, Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, Roberto Rinani, Egidio Giuliani, Gilberto Cavallini, Sergio Picciafuoco e Massimiliano Fachini

Mambro e Fioravanti,Gelli, Pazienza, Musumeci

18 Luglio 1990
La sentenza di appello capovolge il giudizio di primo grado e assolve tutti dall’accusa di strage.

12 Febbraio 1992 : le sezioni penali unite della Corte di Cassazione decidono che il processo deve rifarsi : la motivazione, rispetto alla sentenza di secondo grado è la seguente: ”illogica, priva di coerenza, scarsamente motivata, non ha tenuto conto dei fatti che precedettero e seguirono l’evento e in alcune parti i giudici hanno sostenuto tesi investigative che neppure la difesa aveva sostenuto”.

16 maggio 1994: la seconda sentenza di appello viene ribaltata rispetto alla prima e conferma quella di primo grado.

Ergastolo a: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Picciafuoco.

Confermata anche l’accusa di depistaggio per Gelli, Pazienza, Musumeci e Belmonte. La banda armata viene confermata solo per: Fioravanti, Mambro,Picciafuoco, Cavallini e Giuliani

23 Novembre 1995: la cassazione conferma il giudizio del secondo processo di appello.

Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono condannati all’ergastolo in via definitiva.

30 Gennaio del 2000: Luigi Ciavardini, al tempo minorenne, viene assolto dal reato di strage dal Tribunale dei minori e viene condannato a 3 anni e 6 mesi per banda armata.

9 Marzo 2002: la sezione minori della Corte di Appello di Bologna ribalta la decisione del Tribunale dei Minori e infligge a Luigi Ciavardini la condanna a 30 anni di reclusione come uno degli esecutori della strage.

La motivazione è la seguente: avrebbe svolto un compito determinante, direttamente connesso alla materiale esecuzione del crimine.

17 Dicembre 2003: La prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna a Ciavardini.

13 Dicembre 2004: a quasi un anno dall’annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione, la sezione minori della Corte d’Appello di Bologna con un collegio diverso si ripronuncia sul caso Ciavardini e lo condanna a 30 anni di reclusione.

Si aspetta ora la decisione della Cassazione

Novembre 2005: la procura di Bologna apre un nuovo fascicolo d’indagine.

Dalla commissione Mitrokhin e da una nuova pista mediorientale si certifica che il giorno 1 agosto 1980,a Bologna, c’era Thomas Kram.

Militante del gruppo “Cellule rivoluzionarie”, esperto di esplosivi e braccio destro del terrorista internazionale Carlos.

4 Dicembre 2006: Kram dopo una lunga latitanza si costituisce alle autorità tedesche, si mette a disposizione dei magistrati federali e dopo un mese ottiene la libertà condizionale.

12 Gennaio 2007: la Procura di Bologna chiede una rogatoria per poter interrogare Kram come persona informata dei fatti e chiedere spiegazioni circa la sua presenza nella città felsinea il giorno 1 Agosto, come riscontrato dalla registrazione a suo nome in un albergo sotto le Due Torri, e la sua ripartenza il giorno 2.

11 Aprile 2007: la storia giudiziaria di Luigi Ciavardini finisce con una condanna definitiva di 30 anni perché la seconda sezione penale della Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dai suoi legali.

24 Maggio 2007: Stefano Sparti, figlio di uno dei principali testimoni che hanno portato alla condanna della Mambro e di Fioravanti afferma:

«Mio padre Massimo Sparti, nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito.

Si e’ sempre vantato, di fronte a noi, con altre persone, di avere le lastre di un’altra persona, relative ad una malattia che in realtà lui non aveva, cioè il tumore».

E gli interessi aumentano….

Ambrosini Alessandro

Fonte audio Gr1 e foto strage: Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980

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One comment on “Bologna 2 Agosto 80′: una cambiale mai pagata / I fatti
  1. aron2201sperber ha detto:

    L´esperto di esplosivi Thomas Kram alias “Lothar” fu il numero 3 (dietro a Johannes Weinrich alias “Steve”) della sezione europea del gruppo di Carlos.

    http://strage80bologna.wordpress.com/2011/08/01/thomas-kram-alias-lothar/

    Finalmente dopo 30 anni la magistratura sta indagando contro Kram, ma invece di collegare questi nuovi fatti con “la pista libica”, Cossiga con le sue nuove rivelazioni sul “Lodo Moro” aveva portato in gioco una pista completamente nuova.

    Carlos aveva avuto strette relazioni con la PFLP negli anni 70, ma dopo la morte di Wadi Haddad le relazioni si erano raffredate e Carlos dal 79 aveva iniziato a lavorare “per conto suo” – e fu Gheddafi che in quel periodo (79-83) dava lavoro all´impreditore privato dell terrorismo.

    Anche se c´era un accordo segreto chiamato ”Lodo Moro” che permetteva ai palestinesi di usare il territorio italiano, un arresto per il trasporto di un missile non significava una violazione dell accordo da parte degli italiani (è chiaro che un accordo segreto non poteva garantire impunità dopo atti criminali come il trasporto di un missile)

    È quasi impensabile che quell arresto poteva essere stato il motivo per commettere una strage (che non aiutava per niente il loro uomo arrestato)

    E se Moro era veramente stato il “uomo dei palestinesi” come Cossiga dice, perchè le BR, legate strettamente alla PFLP, avevano sequestrato e ucciso proprio Moro?

    Il smascheramento del ”Lodo Moro” non averebbe significato un grande scandalo per la politica italiana.

    Attivisti palestinesi potevano muoversi liberamente in quasi tutti paesi occidentali.

    Che il SISMI di Andreotti abbia commesso depistaggi per coprire una strage commessa dai palestinesi solo per proteggere un accordo come sicuramente esisteva anche in altri paesi mi sembra assurdo.

    Che cosa poteva invece essere stato un motivo per ordinare al capo del SISMI Santovito di organizzare i depistaggi?

    Dopo il fallimento della Supertangente Eni-Petromin magari c´era la possibilita di costruire un altra Supertangente – che poteva finanziere il sistema Cossiga-Andreotti per altri 10 anni – con il petrolio del piu grande terrorista prima di Osama bin Laden.

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