La festa? Con il morto in Florida ed in cella a Mosca


«Ragazzi, casa libera. Festa da me, tutti invitati».

Questo è stato l’invito lanciato su facebook dal diciassettenne Tyler Hadley.

Basta infatti che i genitori abbandonino la casa per un attimo che, da sempre, si fa festa.

Ma questo, non è il classico party a cui si è abituati e non ha, nemmeno, il sapore divertente della commedia americana “week end con il morto”.

Che c’entra?

A Port St. Lucie, tra Orlando e Miami, nessun effetto speciale per il party organizzato nella casa di campagna dove, dove papà e mamma non erano fuori, ma in camera da letto gelati dopo essere stati uccisi dal figlio.

Un ragazzo educato e gentile, dicono i vicini che, proprio come “un classico” della famiglia americana, giocava spesso a basket col padre nel vialetto che portava al garage.

Eppure quel ragazzo gentile ed educato, sabato sera martello in pugno, ha ammazzato i suoi genitori e, dopo aver occultato i cadaveri del padre cinquantaquattrenne Blake Hadley e della madre quarantasettenne Mary Jo Hadley, con il sangue freddo o la pazzia di un vero killer, ha lanciato in rete l’invito al party.

All’invito a festa, tra drink e musica rock, informa l’Associated Press, erano circa sessanta gli amici ad aver risposto, gli stessi che si sono divertiti fino a tardi tanto da far innervosire i vicini che hanno chiamato la polizia.

Gli agenti, però, hanno scoperto solo in un successivo sopralluogo i cadaveri perché il ragazzo, pare, avesse confessato ad alcuni amici quello che aveva fatto e, se in vino veritas, quella verità è arrivata, per bocca degli amici (ai quali precedentemente Tyler aveva espresso il desiderio di volersi liberare dei genitori) agli agenti.

Il giovane, accusato di omicidio di secondo grado ed al quale è stato assegnato un avvocato d’ufficio, non ha fornito nessuna spiegazione in aula ma, proprio per la giovane età, pare si salvi dalla pena capitale vigente in Florida.

E se questo è avvenuto dentro le mura domestiche americane, all’interno di quelle del carcere russo, un’altra festa ha fatto discutere, indignare e avviare un’inchiesta.

Nel più grande centro di custodia cautelare preventiva nella regione di Mosca, Anton Kuznetsov ha festeggiato il suo ventiseiesimo compleanno con altri 12 detenuti travestiti da gladiatori.

Un’altra festa molto particolare.

Sebbene mancassero le porcellane ed i cristalli, il banchetto organizzato da Kuznetsov all’interno del penitenziario di Serpukhov, era ricco di verdure, frutta fresca,tequila, caviale e flash.

Gli scatti hanno immortalato gli “impavidi” amici, il festeggiato (condannato per rapina), mentre riceveva dallo sportellino della cella un sacchettino di Mac Donald’s con la sua ordinazione preferita, e la presenza di coltelli (vietati dal regolamento penitenziario).

Foto che sono finite in rete e sul sito di Lifenews.ru diventando un documento sul quale si sta indagando.

E mentre si attendono le conseguenze per i responsabili del carcere di Serpukhov, molti gli spunti di riflessione per questo ventiseiesimo compleanno russo.

Se fuori le sbarre le autorità hanno aperto un’inchiesta per accertare complicità e rispondere a molti “perchè?”, il detenuto è stato spostato in una colonia a regime severo.

Marina Angelo

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