Liberatemi da De Pedis.


Era “fruttato” cinquecento milioni delle vecchie lire e adesso non lo vogliono più. Adesso è il rettore della basilica di Sant’Apollinare, Pedro Huidobro Vega, che in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero” si dice stanco dei turisti che in chiesa saltano i martiri e chiedono della tomba di Renatino De Pedis (uno dei boss della Banda Magliana)…

…continua QUI

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Pubblicato su Banda della Magliana, Cronaca, News interessanti, Notte Criminale
13 comments on “Liberatemi da De Pedis.
  1. Antonio Esposito ha detto:

    E i 2 che se la parlano con i piedi nella pozza di sangue a pochi centimetri dalla testa di Renatino ???

  2. pino nicotri ha detto:

    Quante cazzate. Quanta ignoranza dei fatti, soprattutto degli atti giudiziari. Che tristezza. Solo gli incivili e i mascalzoni sostituiscono alle sentenze e ai fatti accertati il blablablà di gente beccata più volte in castagna per le balle raccontate tanto da essere condanata per calunnia o demolita in sentenze della Cassazione.
    pino nicotri

    • nottecriminale ha detto:

      Libero di pensare quello che vuole, io come le persone che collaborano a Notte Criminale non ci affidiamo solo alle ordinanze, alle dichiarazioni dei pentiti, ai rapporti di carabinieri e polizia. Noi andiamo alla ricerca della gente che c’era all’epoca. Non appoggiamo nessuna casa editrice o libro in particolare. Non siamo comprati da nessuno e neanche al soldo di servizi . Questo per anticiparla in cattivi pensieri ( la leggo in giro per il web). Noi seguiamo quello che si riesce a sapere in ogni modo e non siamo neanche così ingenui da credere che gli uomini e la legge siano perfetta. Troppi casi di condannati o assolti sono scandali giudiziari. Non crediamo neanche alle favole di un De Pedis santo e da beatificare. E le assicuro che più ci addentriamo tra le crepe di una Roma troppo facilona nelle sue condanne sale sempre più forte l’odore di marcio. E De Pedis ne è stato protagonista tanto e forse più di altri. ma non l’unico anzi…perciò continueremo a scrivere le nostre cazzate e cercare quello che ieri ha segnato le orme di oggi.
      Alessandro Ambrosini

    • nottecriminale ha detto:

      Come vede, sebbene il suo sia un giudizio duro e sopra le righe, lo pubblico volentieri. Abbiamo sempre dato spazio a tutti come si può evincere dalla rubrica Controcanto che tiene Ugo Maria Tassinari ( che lei ben conosce) . Noi siamo criticabilissimi come lo è lei. Non la chiamerò ignorante o non dirò che quello che scrive son cazzate, le risponderò tramite i nostri articoli e il nostro valutare i fatti da una situazione staccata ma attenta. Alla fine, anche se passano gli anni le tracce restano sempre e son difficili da togliere. Qualunque direzione prendano. la ringrazio per aver visitato il nostro umile blog che presto diventerà un giornale online, per cui potrà essere ancora più scandalizzato dalla nostra penna o tastiera. Che rimangono strumenti di persone libere. Con rispetto ma senza cappelli in mano.

      Alessandro Ambrosini

  3. pino nicotri ha detto:

    Caro Ambrosini,

    non ho nessun “cattivo pensiero”, e mi sorprende che lei lo ventili. Il castello di carte dei Lupacchini sono naufragati nel ridicolo, e non aggiungo altro pur potendo far fare a certi magistrati cacasentenze più di una figuraccia terribile.
    Andare a raccogliere quello che dice la gente è solo raccattare del pettegolezzo, se non lo si confronta agli atti giudiziari passati in giudicato. Solo gli incivili e i forcaioli preferiscono il blablablà accusatorio della “ggente” ai verdetti giudiziari definitivi. Se si usasse lo stesso metodo pubblicando i vari si dice riguardanti Notte Criminale e certe giornaliste e ceri giornalisti, dubito sareste sempre del parere che raccattare la sporcizia altrui sia un’opera di pulizia e verità.
    E poi non basta dire che si svolgono verifiche, bisogna dismostrarlo: nomi, date, testimoni, riscontri, confronti con posizioni diverse, analisi delle fonti, collazione dei documenti, ecc. Tutte cose che NON fate. Affari vostri.
    E’ particolarmente sporco l’accanimento contro De Pedis. Una cosa di una volgarità inammissibile. Fare vostra la cazzata dei 500 milioni per la cripta in S. Apollinare dimostra che NON fate indagini: raccattate solo racconti, il più delle volte di fantasia. Lo stesso metodo di “chi l’ha visto?”: dopo 6 anni dalla “rivelazione” della tomba di De Pedis, storia già all’epoca vecchia come il cucco, chiarita dieci anni prima dal magistrato Carlo De Gasperis, e di “rivelazioni” sul “rapimento” (?) di Emanuela Orlandi, siamo ancora “a pettinà le bambole”. Dai deliri di Sabrina Minardi ai manicomi londinesi, passando per le solite ciarlatanerie di Agca. Che vergogna!
    Contento voi, e contenti stranamente anche gli Orlandi, contenti tutti. Quando è stato pubblicato il mio libro sulla banda della Magliana ne ho inviato la copertina al magistrato Giancarlo Capaldo con una mail che così concludeva: “Preferite un giornalismo di merda? Tenetevelo!”.
    E a proposito di Capaldo, (s)ragionando come (s)ragionano a Notte Criminale si potrebbe far notare che è fratello di Pellegrino Capaldo, il potente banchiere uomo dell’Opus Dei, che l’Opus Dei è oggi proprietaria sia del palazzo dove c’era il conservatorio frequentato dalla Orlandi sia della basilica di S. Apollinare, perciò anche della cripta di De Pedis. Su, forza, ricamateci su, se ne avete il coraggio e se siete davvero come dite. Ma non lo farete: forti coi deboli e debolissimi coi forti.
    Un saluto.
    pino nicotri
    P. S. Io Tassinari NON so chi neppure sia, a parte qualche conducente di taxi. Forse è tra coloro che a centinaia hanno chiesto la mia amicizia su Facebook, che non nego a nessuno. Ecco, vede? Col suo strambo e inaccettabile metodo lei ha già concluso e pubblicamente sostenuto che io “conosco bene” (?!) questo signor Tassinari, mentre invece non so manco chi cavolo sia. Non crede sia il caso di meditare sulle cantonate che si prendono quando la disinvoltura, l’arroganza e la prosopopea sono eccessive? La verità NON ce l’ha in tasca nessuno, ed è faticoso cercarla. Io mi accontendo di avere dimostrato che – balle e retorica a parte – Emanuela Orlandi NON è mai stata rapita. Come del resto mi ha detto chiaro e tondo lo stesso avvocato deli Orlandi, Gennaro Egidio, e io ho scritto. Senza che gli Orlandi fiatassero……

  4. nottecriminale ha detto:

    Nicotri,

    di solito inizio con gentile, ma con lei, per non peccare di ipocrisia e per essere fedele alla realtà, non ci riesco.

    Non le sto ad elencare i motivi ma, solo per soddisfare la curiosità di chi ci legge (e mi spiace per lei, ma sono in tanti) uno, potrebbe essere quello di trovare termini poco eleganti scritti da chi, come lei, si definisce (ed è …ahimè) un giornalista…una persona dal vocabolario ampio, forbito, ricco…ma che utilizza due o tre parole per esprimere i suoi concetti.

    Grazie per aver pensato di illuminare il nostro lavoro. Le comunico, però, che prima di informare (che è diverso dal sentenziare –forse troppo preso a cercare i suoi “motivi” di dibattito non si è accorto che cerchiamo di fare questo senza prendere parti di vivi e di morti) ci documentiamo e, liberamente, poi, (sebbene lei crede che siamo anche privi di cervello per pensare) scegliamo quali documenti prendere in considerazione e quali, invece, restano solo un abbaglio.

    Lei convinto di avere la verità in pugno, usa tutti gli strumenti a sua disposizione prima per far promozione ad un libro nato solo per non aver avuto (o forse per essersi fatto sfuggire l’occasione o magari perché la fiducia è un qualcosa che pochi le affidano) di poterlo scrivere con altri soggetti ( e non voglio sapere nemmeno come e perché possa nascere da una lettera un libro né perché poi, il mittente resti, ad oggi, “blindato” solo alle sue interviste o ai suoi interpellamenti)
    … di questo, sinceramente, mi importa praticamente niente…così come, secondo il mio personalissimo pensiero (che spero coglierà saltando le mie specifiche al suo essere tale-il pensiero-), di ciò che ha scritto qui ed altrove.

    Mi sono note, purtroppo, le sue modalità d’azione e mi permetta, anche la sua mancanza di professionalità oltre che virtù intellettuale. Per tanto, non resto poi così sconvolta dal suo intervento.

    Le chiedo, gentilmente (sempre se è contemplato nel suo modo di essere e fare) di evitare critiche inutili a persone e soprattutto a fatti che hanno scritto veramente la storia…la stessa che lei racconta con i suoi occhi, i suoi perché e che (proprio perché arriva ovunque con i suoi modi poco delicati) si permettedi “obiettare” , pure, a quella gente che, mi permetta, ma rispetto a lei, i processi li ha fatti, li ha scritti, li ha gestiti oltre a colleghi che, onestamente, hanno riportato dichiarazioni, racconti, fatti e pezzi di quelle che lei, sintetizzando, definisce più o meno “scartoffie” e che, si ritrovano oggi querelati direttamente o indirettamente da lei.

    Mi permetta, poi, di sottolineare la sua contraddittorietà: prima, infatti, dice che non può esistere una verità, l’attimo dopo, però, è pronto a spiattellarne subito una. Casualmente la sua. (mi perdoni, ma dall’impostazione in poi, mi sembra più un’imposizione)

    Non l’ho mai letta in nessun articolo come esperto di giudiziaria, ma sa, sono giovane e rispetto a lei devo fare tanta strada (spero migliore) per cercare di acquisire nel modo più corretto possibile dati che mi permettono di informare. Insomma fare il mio lavoro dentro un giornale che, è ben diverso da un tribunale.

    Certo, come lei “denuncia”, alcune persone sono arrivate ad avere la libertà (in cielo o in terra). Questo lo scrivo pure io in questo stesso articolo che (pare) non abbia letto.

    Le persone che lei ha sentito, le ho sentite anche io (stia tranquillo –morti e parenti di morti a parte) ma, come lei mi insegna, l’obiettività è una cosa assai difficile da mettere nero su bianco. ( a proposito, proprio De Gasperis, da lei citato, mi ha detto come il processo alla banda della Magliana sia stato, in tutta la sua carriera, il peggiore al quale abbia mai assistito…pessimo proprio perché molta gente è stata “graziata” in modi, maniere e modalità diverse da quelle che la giustizia dovrebbe imporrre- ma questo che le sto scrivendo, è solo uno scambio di battute avvenuto con le persone che lei crede che noi non interpelliamo-).

    Detto questo, mi pare di aver soddisfatto le richieste di visibilità che cerca da sempre, di solito, preferisco ignorare le persone che, proprio per mancanza di obiettività e per partito preso, non la meritano, come in questo caso.

    Per tanto, prima di augurarle buona giornata e buona fortuna per le vendite, colgo l’occasione per dirle che sarà l’ultima volta che le rispondo.

    Il tempo darà ragione. Nè a me, né a lei: alla verità. (almeno si spera)

    Marina Angelo

  5. pino nicotri ha detto:

    Egregia collega,

    credo che intanto dovresti imparare a scrivere in buon italiano. E poi se ci tieni a vomitare il tuo fiele, sono affari tuoi.
    La realtà è che per anni e anni avete – specie sul Messagero – avvalorato la cazzata del “rapimento” pro Agca, sempre senza uno straccio di mezza prova. Poi dal 2005 vi siete gettati come cani da caccia sulla cazzata della telefonata che “rivelava” la arcinota sepoltura di De Pedis, archiviata da ben 10 anni. Da quella telefonata che ha ingrassato “Chi l’ha visto?” sono passati sei anni. Risultati? Zero. A parte le parole messe in bocca a don Pedro, che so benissimo cosa ti ha detto, e gli altri deliri di mitomani acclarati.
    Poi vi siete gettati come cani sull’osso sulla “rivelazioni” della povera Sabrina Minardi, poi su quelle di Maurizio Giorgetti, beccato in castagna dai carabinieri per essersi inventato l’aggressione in casa sua “opera di quelli della banda della Magliana per rappresaglia contro le mie rivelazioni sul sequestro Orlandi”. Aggressione opera invece di sua figlia, finita in galera per questo assieme al suo fidanzato. Ora è la volta dello 007 dei miei stivali Lupo, al secolo Luigi Gastrini di Bergamo, sul quale per ora taccio. E nel mezzo mettiamoci, oltre al manicomio inglese (peccato che in Inghilterra i manicomi NON esistano….), anche le nuove mattane dello straordinario mentitore incallito Agca e il credito che stranamente, molto stranamente, gli assegna Pietro Orlandi.
    Il tutto, nota bene, senza MAI chieder scusa ai lettori per avere rifilato loro le balle precedenti. Capisco il bisogno di scrivere e firmare, capisco l’ansia dello scoop, capisco la precarietà dei rapporti di lavoro che spingono a eccessi di disinvoltura, capisco tutto: ma NON il non chiedere scusa ai lettori facendo notare che le cose rifilate prima per anni erano solo bidoni, come sono bidoni i vari Giorgetti, Minardi, Lupi più o meno solitari.
    Voglio dire, mia cara, tutti possiamo sbagliare, me per primo. Ma se non si ammettono gli errori intanto con se stessi, NON si potrà imparare mai nulla. Ti piace il tuo giornalismo e quello altrui come il tuo? Buon pro ti faccia. Affari tuoi e dei colleghi tuoi simili.
    A proposito di Messaggero, leggiti nel mio secondo libro sul caso Orlandi le balle che la buonanima di Orazio Petrosillo rifilava in tv , complice Pippo Baudo. Ho pubblicato le sue e-mail, inviate a me, con le quali si sbugiarda da solo.
    Lupacchini? Strano magistrato chi alle sentenze preferisce le proprie convinzioni, ormai un po’ patetiche. E leggiti nel mio libro sulla banda della Magliana le intercettazioni telefoniche e ambientali che lo riguardano…. Dopo averne negato l’esistenza, quando gliene ho inviato il testo ha cambiato linea, ha dovuto ammettere l’evidenza e mi ha promesso che me ne avrebbe dato una spiegazione prima che io chiudessi le bozze del libro. La sto ancora aspettando.
    Un saluto.
    P.S. 1) – Evito di commentare, per non farti arrossire, i tuoi commenti sulla mia professionalità. Manco li raccolgo.
    2) – A dire che non è mai esistita la banda della Magliana intesa come organizzazione unitario NON sono io: l’ho sentito dire in pubblico dal magistrato Capaldo e da un generale dei carabinieri alla libreria Mondadori dove veniva presentato un libro che per verecondia non nomino.
    3) – Io ho dimostrato che il “sequestro pro Agca” era solo una misera messinscena. E del resto dalla telefonata del mitomane del 2005 alla Minardi, da Giorgetti al Lupo dei miei stivali si tratta di deliri che comunque avvalorano ciò che io ho dimostrato. O pensi di poter rifilare cazzate su De Pedis e dire che agiva per conto di Agca?
    Voi invece NON avete dimostrato una beata fava. Come direbbe Saviano, avete solo raccolto e prodotto fango e lo avete infilato nel ventilatore.

    Vengo a Roma spesso. Se vuoi possiamo vederci e discutere. Puoi anche contattarmi tramite Facebook. Mi spiace questa conclusione, che non è addebitabile a me o solo a me. Io amo dialogare. Anche se non mi lascio pestare i piedi.

  6. […] Mentre le rivelazioni di Gastrini venivano acquisite dal procuratore di Bolzano Guido Rispoli, all’interno del fascicolo già esistente in Alto Adige ( a Terlano –Bolzano- Emanuela veniva segnalata per la prima volta dopo la sua scomparsa nel 1983), il 24 giugno scorso, lo stesso Luigi, durante l’approfondimento “Tv7″ del Tg1 arrivò ad accusarsi del rapimento, spiegando di esserne stato il supervisore in piazza Sant’Apollinare, in Vaticano (quella stessa chiesa piena di misteri e silenzi dove qualche anno dopo veniva -e resta tutt’ora- sepolto Enrico De Pedis). […]

  7. davidino ha detto:

    spero che lei, che rispondeva a nicotri, non l abbia contattato su facebook, lo spero davvero!

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