Andate e uccidetevi tutti. Questo è il messaggio della giustizia.


Con la calda stagione si finisce con il parlar del tempo, del mare o della montagna. “Se” la politica non va in tilt, le pagine di cronaca, di solito, si assottigliano e lievitano quelle di cronaca nera.

Succedeva ad agosto, il 6 agosto, dello scorso anno a Milano: pugile, uccide una filippina. L’ha fatto mentre la donna tornava a casa dopo aver accompagnato uno dei figli dalla sorella. L’ha scaraventata contro i vetri di una banca (che non è più lì) colpendola forte, ancora ed ancora fino a farle perdere l’equilibrio. Ma non eravamo sul ring e la donna non era un suo avversario. La vittima ignara di un folle a “spasso” era, non solo innocente ma nemmeno un avversario “possibile” o “temibile”.

Accasciata a terra, nessun gong ha suonato per bloccare la forza dell’uomo ucraino che, trasgredendo le regole agonistiche del pugilato, ha continuato ad infierirle colpi duri, pesanti, violenti, decisi. Una furia che ha conosciuto la parola fine non quando la donna è morta, ma quando, con le braccia sporche di sangue fino ai gomiti, in posizione di guardia, ha affrontato anche gli agenti arrivati sul posto per arrestarlo.

Il pensiero che l’uomo fosse pazzo è subito saltato da tg in tg, mischiandosi all’incredulità e a quei perché che oggi, sul crimine “live”, vanno tanto di moda. Certo nessuno col senno della ragione in regola con la mente potrebbe fare una cosa del genere ma, nessuno, si può ritenere immune dal debito con la giustizia.

Detto ciò, il caso che si era lasciato il silenzio delle pagine scottanti alle spalle, torna oggi su quelle stesse così: “«Incapace di intendere» il pugile che massacrò una passante in strada. Ad agosto uccise a pugni una filippina. Ora potrebbe essere prosciolto per schizofrenia paranoide.”

Il Corriere della Sera continua “Era totalmente incapace di intendere e di volere, perché soffre di una grave forma di schizofrenia paranoide, Oleg Fedchenko, il pugile ucraino di 26 anni che, il 6 agosto scorso, ha ucciso massacrandola a pugni Emlou Arvesu, filippina di 41 anni, che stava camminando lungo viale Abruzzi, a Milano…. A seguito della perizia, redatta dal professore Ambrogio Pennati, il pm di Milano Francesca Celle ha chiesto per Fedchenko, assistito dagli avvocati Paola Boccardi e Maria Rosa Santini, la conversione della misura cautelare, dal carcere all’ospedale psichiatrico giudiziario. Il giudice deciderà nei prossimi giorni….«Il perito del giudice – ha spiegato l’avvocato Santini – ha confermato la consulenza del nostro perito, che aveva già diagnosticato la schizofrenia paranoide». Schizofrenia che, secondo il consulente del gip, si era già manifestata nel 2007, quando l’ucraino venne ricoverato per un Tso, ma gli fu diagnosticata solo una «psicosi reattiva breve»”

Se è vero che non c’è ancora stata la sentenza definitiva, è pur vero che il messaggio che passa è quello dell’uccidetevi tutti, tanto la pazzia vi salverà. E poco importa chi è la vittima, poco importa se ha una famiglia, dei figli o semplicemente il diritto di vivere. Uccidila, sarai salvo.

Bene, questa è l’Italia di oggi. Questo succede per le strade di Milano. Questo avviene a pochi passi da casa mia dove, i locali sfitti di quella banca segnano come in fondo in fondo nessuno dimentica. Un vuoto che non va in affitto, non si concede all’oblio. Non ora. Non ancora. Oggi come ieri quel vuoto ricorda la giornata di sangue ed estende il lutto di quella famiglia sulle coscienze di tanti, non tutti, ma molti.

E poi va bene perché c’era il caldo, ed il caldo dà alla testa. Dà alla testa anche nelle guerre tra bande di viale Padova e rendono piazzale Loreto e piazza Argentina delle basi militari.
Del resto quei militari che si arruolano “spontaneamente”, devono pur fare qualcosa.

E va bene così…va bene tornare a casa con la linea 90 o 91 ed essere violentati sopra lo stesso autobus pieno di gente cieca e sorda, va bene se un tassista viene picchiato e muore, va bene essere aggrediti da un ex pugile perché lasciato dalla ragazza. In quell’agosto, la madre del pazzo senza catene aveva chiamato il 113:«Mio figlio è stato lasciato dalla sua ragazza e sono due giorni che è senza controllo. Adesso è uscito di casa e ho paura che voglia uccidere qualcuno».

Qui non è ammesso lasciare nessuno. Gli amori devono essere eterni altrimenti innumerevoli sono gli scenari di tanti altri omicidi compiuti per…boh..compiuti, punto. Non provare più amore per qualcuno è una colpa da pagare a prezzo della vita e poco importa se è dell’ex partner o di un passante, alla fine siamo tutti pazzi e tutti liberi di uccidere.

Sull’Ansa si legge: Se il gup si atterrà agli esiti della perizia, il pugile potrebbe essere prosciolto per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto Nei prossimi giorni il pm chiuderà le indagini e poi i difensori dell’ucraino chiederanno il rito abbreviato.

E allora, brevemente, giustizia(moci).

Marina Angelo

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