PAROLE CRIMINALI in anteprima presenta: «Milano Criminale – il romanzo» di Paolo Roversi.


Paolo Roversi, Milano criminale – il romanzo, p. 422, € 18,90, Rizzoli

In libreria dal 2 marzo

Parte prima

Fine della Ligera

Scelte di campo

1

L’uomo cammina tranquillo sul ciglio della strada. Scarpe ricoperte di polvere e l’aria di chi ha tutto il tempo del mondo a disposizione. Ogni tanto si guarda intorno con naturalezza, passeggia e tiene una mazza ferrata e una calibro 9 infilate nella cintura.

A qualche metro da lui, un paio di uomini in tuta da lavoro su un furgone grigio. Stanno in silenzio e nessuno bada a loro, tantomeno ai mitra che tengono sulle ginocchia.

Poco distante, un signore, capelli brizzolati e sigaretta appesa a un angolo della bocca, sfoglia un giornale. Lentamente; troppi minuti su ogni pagina per risultare credibile. È seduto dentro una FIAT 1400 nera con un ferro che gli preme contro la coscia destra.

Accanto all’auto, un ragazzo. Immobile. Un rigonfi amento nella giacca: un cannone anche per lui.

Indossano tutti il toni, la tuta blu da operaio; abbigliamento perfetto per confondersi fra i passanti di quella zona piena di fabbriche e opifici manifatturieri.

Un occhio esperto avrebbe capito tutto. Previsto quello che stava per accadere. Ma non c’erano occhi esperti nei paraggi.

Le danze si aprono quando il furgone portavalori fa capolino all’imbocco della strada. La filiale della Banca Popolare è a nemmeno cinquecento metri. La prima del giro. Velocità moderata e occhi aperti per i tre uomini a bordo: un autista, un agente di polizia e un funzionario della banca.

Il capo della banda si sforza di rimanere serio. Non può vedere la scena, ma gli basta controllare l’orologio. Tutto è cronometrato al secondo e lui, chiudendo gli occhi, può sapere attimo per attimo quello che sta accadendo.

Mentre ci pensa, sta in fila nel gabinetto di un dentista, dall’altra parte di Milano. Lo fa per procurarsi un alibi inattaccabile visto che, a cose fatte, gli sbirri gli saranno subito addosso. Per questo ha bisogno di testimoni affidabili, non come quelli che potrebbe portare lui, i suoi compari di Ticinese.

Vorrebbe sorridere al pensiero ma non può. Sta simulando un terribile mal di denti e deve rimanere concentrato. Ha i capelli neri e crespi, un vestito scuro e una rosa bianca all’occhiello: dettaglio che chiunque ricorderebbe. Il piano è di farsi notare il più possibile, così si lamenta a intervalli regolari, ad alta voce.

È un tipo pignolo e riflessivo. Ha preteso che aspettassero proprio quel giorno del mese per agire.

«Lo facciamo il 27 perché è San Paganini, ciula» aveva ripetuto ai suoi fino allo sfinimento, «e sono carichi di soldi per pagare gli stipendi.»Ci avevano già provato due volte in precedenza, ma qualcosa era sempre andato storto. Un tentativo al mese. Quella mattina tutto sarebbe filato liscio. Se lo sentiva. “Stamattina ce la facciamo” si dice mentre l’infermiera lo fa accomodare.

L’uomo sulla 1400, appena vede negli specchietti il bianco del furgone, accartoccia il giornale e pesta sull’acceleratore. L’auto prima si accoda, poi schizza al centro della carreggiata.

Antonio sta sul portone di casa, la bicicletta appoggiata al muro, gli occhi incollati a quell’automobile nera che ha superato il portavalori rombando e ha cominciato a zigzagargli davanti.

«Quel lì l’è matt» urla il guidatore del blindato. Il poliziotto accarezza il calcio della pistola.

El matt non fa nemmeno finta di frenare, scarta a sinistra e attraversa il manto erboso dello spartitraffico. La corsa finisce con uno schianto sordo sul lato opposto della carreggiata, contro un muro. Il conducente se la cava senza un graffio; esce con un guizzo dall’abitacolo e se la dà a gambe mentre una folla di curiosi si raduna sul posto. Anche all’autista del blindato viene spontaneo rallentare per capire cosa succede. Il poliziotto si rilassa. E fa male, perché mentre tutti stanno con la testa voltata, spunta contromano un camion, un Leoncino OM, veloce come se fosse sulle rotaie, che va a scontrarsi con violenza contro il portavalori. Gli uomini nell’abitacolo battono la testa.

È mattina e in strada ci sono parecchie persone. Il botto lo sentono tutti, gli spari pure.

Dal Leoncino scende un uomo con il viso coperto e una pistola. Si avventa urlando verso il furgone della banca e punta il cannone in faccia all’autista che s’immobilizza con le mani alzate.

Alle loro spalle, intanto, in uno stridore di pneumatici, si arresta il furgone grigio: via di fuga bloccata.

Il poliziotto, la faccia rigata dal sangue per un taglio sulla fronte, tenta di intervenire ma il vetro accanto a lui esplode. La mazza ferrata che l’uomo sul marciapiede nascondeva in cintura ha fatto il suo dovere. Il cristallo va in frantumi e l’agente di Pubblica Sicurezza si ritrova la canna di una 38 special in bocca.

«Non fare l’eroe» gli ringhia contro. E lui accetta il consiglio.

Nel frattempo, tre uomini a volto coperto ripuliscono il portavalori e caricano i sacchi coi soldi sul furgone grigio e su una Giulietta Sprint, anch’essa spuntata dal nulla un attimo prima. Nemmeno il funzionario della Popolare ha voglia di prendersi una pallottola, così rimane tranquillo sul suo sedile mentre gli portano via i quattrini da sotto il naso.

Fanno in fretta, meno di due minuti. L’operazione funziona come un orologio svizzero mentre uno dei banditi tiene tutti a bada con il mitra.

Alla fine il furgone parte sgommando, subito imitato dall’Alfa, dalla quale spunta la mano beffarda di uno dei banditi che saluta i curiosi. E qualcuno gli risponde pure.

Paolo Roversi, Milano criminale – il romanzo, p. 422, € 18,90, Rizzoli

In libreria dal 2 marzo

Copyright © 2011 Paolo Roversi
Pubblicato in accordo con PNLA/Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency ©
2011 RCS Libri S.p.A., Milano

Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova).
Scrittore e giornalista, vive a Milano.
Si è laureato in Storia contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza (Francia) con una tesi sull’occupazione italiana in Costa Azzurra durante la seconda guerra mondiale.
Giallista promettente, definito dalla critica lo Scerbanenco postmoderno, è spesso indicato come il golden boy del giallo italiano. Ha pubblicato quattro romanzi gialli con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi: Blue Tango – noir metropolitano (Stampa Alternativa, 2006), La mano sinistra del diavolo (Mursia, 2006) con cui ha vinto il Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007, Niente baci alla francese (Mursia,2007) e L’uomo della pianura (Mursia,2009).
Studioso di Charles Bukowski, alla sua opera ha dedicato la prima biografia italiana scritta con l’aiuto di Fernanda Pivano intitolata Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere (Stampa Alternativa, 2005\ nuova edizione con Castelvecchi, 2010), una raccolta di aforismi pubblicata nel 1997 nella collana Millelire e Taccuino di una sbronza (Kowalski/Feltrinelli, 2008), romanzo ispirato alla vita dell’autore americano ma ambientato a Milano fra il 1994 e il 2008, da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale.
Per ragazzi ha scritto il giallo Gli agenti segreti non piangono (Mursia,2009) con protagonista sempre Enrico Radeschi, adottato in molte scuole medie inferiori come libro di lettura. Nell’aprile 2010 è uscita, in italiano e in inglese contemporaneamente, la sua guida noir sui misteri della città Milano Diamante (Marsilio). Nel maggio 2010 è uscito il suo romanzo noir PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente, collana Verdenero) dedicato al Po e al distrastro ambientale seguente al riversamento del petrolio nel fiume Lambro. I suoi libri sono tradotti in Spagna e in corso di traduzione in Germania e Francia. È fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival che si svolge ogni primo weekend di febbraio a Suzzara (Mantova). Ha ideato il Milano in Bionda giallo e noir festival. Ha scritto per Il Corriere della Sera, Rolling Stone, Stilos, Diario e Gazzetta di Mantova. Ha curato la rubrica Noir side of life sul mensile InScenaMag.
Ha ideato e scritto soggetti per fiction televisive come Distretto di Polizia. Dirige MilanoNera web press, un portale dedicato interamente alla letteratura gialla che viene anche pubblicato e distribuito gratuitamente in libreria ogni mese col nome di MilanoNera Mag.


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Pubblicato su Autori e libri, Parole Criminali
4 comments on “PAROLE CRIMINALI in anteprima presenta: «Milano Criminale – il romanzo» di Paolo Roversi.
  1. uniroma.tv ha detto:

    Al seguente link potete visionare il servizio sulla manifestazione annuale tenuta alla Sapienza sul romanzo noir contemporaneo.

    http://www.uniroma.tv/?id_video=18229

    Ufficio Stampa uniroma.tv
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

  2. […] PER L’INCIPT ED IL DOCU-TRAILER DI “MILANO CRIMINALE”, CLICCA QUI […]

  3. Jenna Sarrocco ha detto:

    Avevo sentito parlare di questo scrittore Roversi anche se questo estratto non mi è piaciuto molto. Però, anche in questo caso, credo che bisogna leggere il libro prima di dare un giudizio complessivo.
    Molti saluti.
    Jenna Sarrocco.

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