Dalle dichiarazioni di Danesi una nuova verità sul caso Moro


Aldo Moro

Giovedi 18 Novembre 2010, dopo le prime due puntate di Romanzo Criminale la serie, su History Channel  è andata in onda la prima puntata della Storia della Banda della Magliana. Un bellissimo prodotto, di grande qualità e con immagini inedite. Ma ancora più strabiliante è stato come, un fatto pronto ad aprire degli spiragli interessanti sul  Caso Moro, non sia stato affatto ripreso, successivamente, dalla stampa. Nessun giornale o mezzo di informazione ha, infatti, sottolineato le dichiarazioni di Danesi sul famoso incontro tra Franco Giuseppucci e Flaminio Piccoli, potente deputato Dc, sulle rive del Tevere.

Ma, per capire meglio l’importanza di certe dichiarazioni, facciamo un passo indietro: 16 Marzo 1978, 9:15, un commando delle Brigate Rosse rapisce il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e massacra la sua scorta composta da 5 uomini. L’agguato avviene a Roma in zona Monte Mario, precisamente in via Mario Fani, e in tempi rapidissimi tanto che, sia i carabinieri ( Domenico Ricci e Oreste Leonardi) sia i tre poliziotti ( Raffaele Jozzino,Giulio Rivera e Francesco Zizzi ), non riescono né a uscire dalle macchine né a rispondere al fuoco. Finita la mattanza, prima di dileguarsi, i brigatisti caricano Moro in una Fiat 132 blu. Pochi minuti dopo una telefonata all’Ansa darà l’annuncio dell’accaduto.

La strage di via Fani

I giorni di prigionia  di Moro, furono 55. Tutto il paese venne gettato nell’angoscia e nella paura per finire il 9 Maggio nella romana Via Caetani. Una Renault rossa,infatti, venne fatta trovare nelle vicinanze di Via Botteghe Oscure, Sede del partito Comunista Italiano, con il corpo senza vita di Aldo Moro. Tutti dissero che era stato fatto il massimo per liberare il presidente Dc, ma fu realmente così?

Via Caetani

Aldo Moro è uno dei politici italiani più importanti del momento. E’ artefice dell’apertura ai socialisti ed è il principale interlocutore con il Pci per portare a termine il “compromesso storico”, necessario all’epoca per togliere dallo stallo senza precedenti, la politica italiana. E’ proprio  quella mattina che il presidente della Dc si stava recando alla Camera per il dibattito di fiducia al quarto governo Andreotti. Il primo con il sostegno del Pci.

All’inizio furono coinvolti più soggetti nella disperata ricerca di Moro. Si fecero incontri con malavitosi fuori e dentro il carcere per cercare di arrivare ad un contatto diretto con i rapitori cercando, invano, di avviare trattative “sottobanco” rispetto alla fermezza annunciata all’opinione pubblica. Si interpellò Raffaele Cutolo della NCO (Nuova Camorra Organizzata), si chiese a Francis Turatello (leader della criminalità milanese e non solo) e alla Mafia, si intimò ai brigatisti in carcere….tutti,Banda della Magliana compresa (tramite la camorra), furono arruolati in questa caccia. E qui i risvolti sono molteplici.

Turatello, Cutolo, Calò e brigatisti

Moro fu tenuto prigioniero per la maggior parte del tempo nella “prigione del popolo” di Via Montalcini, in zona Magliana, anzi, esattamente all’interno del quadrilatero “residenza” di alcuni boss della Banda della Magliana. Fu Nicolino Selis a scoprire il covo delle Brigate Rosse e comunicarlo a Franco Giuseppucci. Ma è proprio quando si arriva a questo punto che tutti i contorni della vicenda si fanno più foschi.

Come si vede nella fiction Romanzo Criminale, Giuseppucci disse alla camorra di aver trovato il covo ma, come realmente accadde, risposero che ormai l’affaire Moro non interessava più. Quello non fu il solo modo per contattare lo Stato e svelare l’indirizzo misterioso. Secondo Abbatino, in una delle sue confessioni , ci fu un incontro tra Giuseppucci e l’Onorevole Flaminio Piccoli sulle rive del fiume capitolino. Incontro che il parlamentare democristiano negò in modo ambiguo.

Piccoli e Giuseppucci

Infatti ai magistrati disse che andò si in una zona vicino al Tevere ma isolata e soprattutto da solo ( cosa oltremodo strana visto soprattutto il periodo di cui si sta parlando, terrorismo e rapimenti …) e non incontrò nessuno. Dopo decenni, dall’unica voce della Banda della Magliana che non si è mai pentita, si apprende, invece, che quell’incontro ci fu e proprio lui ne è testimone.

Certo è che tale vicenda non doveva continuare (casualmente?) ad essere sfocata ma approfondita. Sviscerarla non per riaprire certe ferite o far “traballare” qualche scheletro nascosto in certi armadi sul caso Moro ma, solo perché è un diritto italiano e dell’italiano aver chiarite, almeno, certe responsabilità.

Roberto Calvi

Flaminio Piccoli incontrato in questa situazione, lo ritroveremo anche nel caso Calvi-IOR (vicenda che, Notte Criminale, approfondirà a breve). La domanda che al momento sorge spontanea però è: si riuscirà mai a finire di smontare questa matrioska per arrivare a delle verità certe, oppure, vinceranno quei molti che, pare, tentano, con tutte le loro forze,  di stancare chi è in cerca dell’uscita di questo labirinto?

Notte Criminale le forze le ha ancora. Per non peccare di presunzione, sicuramente non saranno quelle decisive ma, arrendersi alla polvere del tempo non è nei nostri costumi. La verità è libertà.

Alessandro Ambrosini

* il video caricato sul nostro canale you tube, è stato rimosso, sebbene, come sempre facciamo, le fonti non erano e non sono rimaste anonime. Di seguito il link alla puntata andata in onda sul canale Fox Italia che dà voce a quanto scritto (min 13:00):

 

Fonti foto e video: Ansa, Unità, History Channel

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Pubblicato su Banda della Magliana, Banda della Magliana, Clan dei Marsigliesi, Cronaca, Francis Turatello, News interessanti, Notte Criminale, Roberto Calvi
8 comments on “Dalle dichiarazioni di Danesi una nuova verità sul caso Moro
  1. Gianmaria Roberti ha detto:

    Certamente singolare che le dichiarazioni di Danesi siano passate sotto silenzio. Suscita però la mia curiosità la circostanza che a scovare la prigione di Moro, situata alla Magliana, fosse stato Selis, boss di Ostia-Acilia, teoricamente meno influente in quel territorio. Anche questo elemento, qui riportato con una certa sicurezza, sarebbe dirompente. Poiché rappresenterebbe la prova che qualcuno trovò effettivamente la prigione di Moro, durante il sequestro, sarebbe molto utile approfondirlo.
    Gianmaria Roberti

  2. […] Tevere, verità, Via Botteghe Oscure, Via Caetani, Via Montalcini, your plus communication NOTTE CRIMINALE Post Published: 12 gennaio 2011 Author: aggregatore Found in section: Notizie e […]

  3. […] This post was mentioned on Twitter by marina angelo, marina angelo. marina angelo said: History Channel Italia Storie e Notizie Banda della Magliana Io Reporter – Sky Tg24 Ansa Web Channel Dalle… http://fb.me/LKZ7z4Rz […]

  4. Domenico ha detto:

    Lo stesso Danesi sembra conoscere più di quanto dichiara, che è già molto significativo. Anche lui saprà che sul caso Moro meno si dice, e più tranquilli si campa, perché sono in tanti a vivere ancora di rendita per certi silenzi.

  5. notitiae ha detto:

    Non fecero anche delle sedute spiritiche?

    • nottecriminale ha detto:

      La leggenda o per lo meno quello che si fece trapelare è che ci fu una seduta spiritica, a cui partecipò anche Prodi. In realtà serviva a coprire certe notizie che arrivavano da ambienti non proprio “limpidi”.

  6. giangi spranga ha detto:

    ahahahahah ma quale verità nuova sul caso Moro! Danesi non ha detto proprio nulla di nuovo. Cercate di informarvi prima di fare certe dichiarazioni.
    Dal libro di GIANNI FLAMINI 2005
    SENTENZA CORTE D’ASSISE DI ROMA 23 LUGLIO 1996
    Il pentito Maurizio Abbatino: “Durante il sequestro dell’onorevole Moro ho partecipato ad un incontro sulle rive del tevere, sotto ponte marconi, al quale parteciparono(……) e un uomo politico molto importante che se non ricordo male doveva essere l’onorevole Flaminio Piccoli.”

    • nottecriminale ha detto:

      Caro Giangi, dovresti informarti tu in primis, e penso che Notte Criminale ti potrà aiutare. Perchè è vero che che Abbatino lo disse nelle sue confessioni ( confessioni e atti giudiziari che abbiamo da tempo ormai, viste le nostre rubriche sulle confessioni e le scene della serie) ma:
      1- Forse non sai che Piccoli quando venne interrogato negò come scritto nel mio articolo ogni incontro con Giuseppucci o con qualcuno della Magliana
      2- Che Abbatino è un pentito cosa che Danesi non è….differenza non da poco, che avvalora le cose dette da “Crispino” e quasi le certifica ( la sola parola di Abbatino non bastava allora come non basterebbe oggi a certificare l’incontro).
      3- Che la sorpresa sul fatto che in nessun giornale sia uscita questa conferma è stata sia da parte mia sia da Otello Lupacchini, il magistrato che ha combattuto in primis la banda della Magliana e che ha raccolto le confessioni di Abbatino. Lo stesso che ha interrogato a suo tempo Piccoli su questi fatti…quindi…la differenza tra quello che si “sapeva” senza prove e una nuova testimonianza giuridicamente è rilevante..e non di poco…Difficile che ci trovi in fallo…. 😉

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