Tra fiction e realtà, il Nero ne esce proprio male


Io sono un autentico fan di Romanzo criminale – La serie. Trovo di straordinaria precisione la ricostruzione degli ambienti, del design, dei look, finanche della datazione della colonna sonora. Un’attenzione per i particolari che è lontana mille anni luce dalla cultura media delle produzioni di fiction italiana. Ma avverto un sostanziale momento di discontinuità tra la prima e la seconda serie. Gli autori infatti spingono molto di più sul romanzesco e rompono del tutto la continuità con i fatti storici della banda. Anche se su un aspetto particolare di questa dinamica è opportuno ritornare.

Sparatoria di via Donna Olimpia

La pubblicazione sul blog del verbale di Maurizio “il Freddo” Abbatino sulla sparatoria di via Donna Olimpia dimostra questo sostanziale cambio di passo. Il boss pentito ricostruisce nel dettaglio l’agguato che porterà all’arresto in flagranza di Mancini “ricotta” e Colafigli “il bufalo”. Abbatino era nel commando dall’altra parte della strada e lui è gli altri complici non fanno a tempo a intervenire per sottrarli all’incastro poliziesco.

fuga del Dandi

Nella fiction invece Ricotta è arrestato e Bufalo costretto a scappare ferito per l’infingardaggine di “Dandi” De Pedis. Su questa prima falsificazione, che non è del tutto arbitraria (altri pentiti avevano riferito di una partecipazione di “Renatino” come palo/autista inetto) si innesta una lunga catena di vicende convulse e feroci (fino al tentato omicidio da parte di Bufalo e la carognesca reazione di Dandy che infierisce sul ferito impotente. Ma una delle soluzioni narrative scelte non è innocente: infatti Dandy per sottrarsi all’accusa di vigliaccheria si deve assumere l’omicidio del nemico rimasto ferito nella sparatoria e “blindato” in ospedale. E così si affida ai siciliani tramite Nembo Kid (Abbruciati). A lanciare dalla finestra il malcapitato Gemito (Proietti) è il “Nero”.

omicidio  Gemito e il Nero

E a questo punto realtà e fantasia si arravogliano mica male. Massimo Carminati, il personaggio reale che ispira il fascista che quando scopa legge Evola (uno dei pochi particolari eccessivi della prima serie: o era nel film? non ricordo bene, dovrò verificare) è stato appunto processato e assolto per l’omicidio del giornalista Pecorelli dove avrebbe agito come killer per conto della banda della Magliana per eseguire una richiesta dei “siciliani”, affidata appunto a De Pedis e Abbruciati. Tre coincidenze o un grumo di memoria mal elaborato?

attentato al Libanese e i killer: Nembo kid e il Nero

Del tutto infondato, invece, il seguito: e cioè che si scopre che Nembo kid e il Nero erano stati i killer di Giuseppucci per conto sempre di don Carlo e che avevano agito anche nell’attentato milanese al direttore di banca in cui Nembo Kid perde la vita. Così Dandi lo uccide e al tempo stesso coglie l’occasione di accollargli l’omicidio del sardo (Selis) tacitando così un boss della camorra. In realtà Carminati è uno dei pochi protagonisti delle vicende criminali raccontate rimasto in vita, con Colafigli e Abbatino, appunto. E, tanto per fare un esempio, all’epoca della morte di Abbruciati, era detenuto da un anno, con un buco in faccia, prodotto di una violentissima sparatoria scatenatagli contro dalle forze dell’ordine convinti di aver beccato finalmente gli ultimi latitanti dei Nar (Mambro, Cavallini e Vale).

Gilberto Cavallini, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti

Il risultato però di questo slancio di fantasia è di consegnare all’immaginario degli spettatori, rafforzato appunto dall’estremo realismo e dalla qualità della produzione, che i fascisti agissero come killer per conto della mafia.

Che è uno dei cardini di un certo tipo di polpettone piuttosto rancido che da tempo viene ammanito come verità storica, tanto che finisce per essere incardinato, senza alcun riscontro, finanche in sentenze giudiziarie, come quella per la strage di Bologna

PS: E a questo punto direi che non è un caso, e comunque non è gratuito, che ovviamente Freddo e Dandi, ricostruendo la storia del Nero, evochino la sua presenza a Bologna il 2 agosto 1980…

Ugo Maria Tassinari

Fonti foto: Sky, Unità, Ansa

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Pubblicato su Banda della Magliana, CONTROCANTO, Cronaca, Film, News interessanti, Notte Criminale
5 comments on “Tra fiction e realtà, il Nero ne esce proprio male
  1. stefano orlandini ha detto:

    il tuo ragionamento non fa una grinza …complimenti e tanto di cappello alla tua onesta’ di giornalista. Massimo , mio compagno di liceo insieme ad Anselmi (gli unici 3 fascisti dell’XI Liceo Sientifico Keplero in quegli anni)l’ho rivisto al funerale di Pietro Tiberi…..con la sua benda da pirata sull’occhio mancante.
    Ti scrivo dal Kaz …oggi ho la linea….Buon Natale se non ci risentiamo
    Stefano

  2. AtTTilA ha detto:

    Bravo Ugo.
    Condivido in tutto e per tutto, e rilancio dicendo che questo, Arrivederci amore Ciao di Michele Soavi e tutta l’opera di Garrone, sono i primi lavori darte cinematografica italiana che non soffrono di senso di inferiorità al cinema estero e ci riportano dove eravamo sino agli anni ’80, prima che quel mondo venisse castrato e dato in mano agli aiutori dell’ultraminimalismo “sociale”, dei film tutto contenuti e niente forma.

  3. […] vigliaccheria, vinicio marchioni, violentissima sparatoria, your plus communication NOTTE CRIMINALE Post Published: 09 dicembre 2010 Author: aggregatore Found in section: Notizie e […]

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    Non sono un’innocentista e non mi piace parlare senza avere dei fatti concreti da cui partire… Ma lasciatemi dire che Massimo Carminati probabilmente ha molte meno colpe di quelle che gli sono state attribuite… E in qualunque termine se ne parli, vorrei se ne parlasse sempre con rispetto, ovviamente anche per le altre persone che sono rimaste coinvolte in queste storie…
    Ho il cuore nero e Massimo Carminati è per me il simbolo dell’ultima generazione di Fascisti veri. Mi piace pensare che possa arrivargli in qualche modo, prima o poi, questo mio saluto: un “Presente!” ad alta voce e col braccio teso, ricordando tutti quelli che hanno creduto in un’Italia migliore e che per questo hanno pagato, anche con la vita.

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