Banda della Magliana: Le preoccupazioni del Cavallotto


La madre degli improvvisati censori è sempre incinta, dice un proverbio popolare. Ecco l’ultimo parto della signora, nella figura dell’on. Davide Cavallotto della Lega Nord. Il quale ha formulato il seguente, si fa per dire, pensiero: “Le indagini ancora in corso sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e il dibattito di questi giorni sulla riapertura della tomba di colui che è stato uno dei peggiori e più crudeli criminali della storia della malavita romana fanno capire la gravità del fenomeno che rappresentò, e che in parte ancora costituisce, la banda della Magliana. Un’immagine e una realtà fortemente in contrasto con la ridicola rappresentazione romanzata della fiction che in onda su Sky in questi giorni”.

Sorprendentemente il Cavallotto fa parte della commissione Cultura della Camera. Aggiunge: “Appellare spietati assassini con affascinanti soprannomi, che purtroppo vengono riutilizzati da migliaia di giovani inconsapevoli, è un’operazione mediatica incosciente e pericolosa. Rappresentare prostitute senza scrupoli e terroristi che hanno provocato per anni morte e disperazione in molte famiglie come degli affascinanti gagà da imitare è un atto scellerato che contribuisce a creare un clima violento e feroce fra le giovani generazioni. Spero che un crollo degli ascolti possa bloccare il prima possibile la messa in onda di questa perversa farsa”.

Bisogna dire che il finale di questa dichiarazione, in quanto a stupidità, supera il suo estensore. Se ci sarà un crollo degli ascolti, perché preoccuparsi tanto.

Al Cavallotto risponde il sociologo Luca Salmieri: “La fiction è una realtà romanzata e lo spettatore ne è consapevole. Quarant’anni di studi hanno dimostrato che il pubblico non è una spugna che assorbe tutto passivamente e senza la minima capacità critica”.

“Non esiste un’interpretazione univoca dei contenuti della fiction – spiega ancora Salmieri – perché non esiste una corrispondenza diretta fra prodotto culturale e il tipo di influenza su ogni spettatore. Ognuno di noi dà un’interpretazione personale. Inoltre, riguardo alle indagini ancora in corso sul mistero Orlandi e sulla riapertura della tomba del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, non vedo come una fiction possa influenzare l’operato di chi tenta di giungere alla verità”.

Fonte: newsletter Misteri d’Italia 141.

di Sandro Provvisionato

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One comment on “Banda della Magliana: Le preoccupazioni del Cavallotto
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