Gelo in sala per «Vallanzasca»


La pellicola di Michele Placido lascia perplessi gli spettatori. Svelato il titolo del film «segreto»

Gelo in sala al termine dell’attesissima proiezione di «Vallanzasca – Gli angeli del male» di Michele Palcido. Il film, fuori concorso, ma comunque preceduto da molte polemiche, che non si placheranno ovviamente neanche dopo la proiezione ufficiale, descrive in chiave molto di fiction un personaggio che si definisce «un angelo dal lato oscuro un po’ pronunciato». La pellicola del resto finisce con un sorriso da parte del «bel Renè».

Al termine della proiezione in una sala Perla  piena solo a metà non si sono sentiti nè applausi ne fischi all’indirizzo di un film destinato comunque a far discutere. Il film racconta la vita vissuta pericolosamente del bandito e della sua banda nella Milano degli anni Settanta. Le rapine, la droga, le donne, gli omicidi, gli arresti, gli ergastoli, le fughe dal carcere. E poi l’ossessiva rivalità con Francis Turatello, Faccia d’Angelo. Il film in ogni caso rischiava di rubare tutta la scena al concorso, se non fosse stato per lo «svelamento» del titolo del film a sorpresa che Müller ha voluto tenere segreto fino al momento della proiezione.

IL TITOLO A SORPRESA – Si tratta di Le fossé, di Wang Bing, sui prigionieri di un campo di rieducazione nella Cina negli anni Cinquanta. A Jiabiangou nel deserto del Gobi venivano deportati per essere «rieducati» i cittadini considerati dissidenti di destra: molti morirono di notte, nei fossati in cui erano costretti a dormire. In quegli anni in Cina, racconta il regista 43enne, che per realizzare il film ha incontrato molti ex prigionieri, forse più di un milione di cinesi fu preso di mira dal regime. Furono riabilitati solo dopo il 1978. In gara anche Essential Killing di Jerzy Skolimowski con Vincet Gallo nei panni di un talebano.

Per Controcampo italiano, preceduto dal corto Sposerò Nichi Vendola, con una famiglia pugliese travolta dalla crisi e indecisa se credere ancora alla politica, Gianfranco Pannone presenta Ma che storia, un documentario realizzato con il materiale Luce sull’Unità d’Italia. In serata festeggiamenti per il vincitore del premio Jaeger-Le Coltre Glory to the Filmmaker 2010, l’indiano Mani Ratman di cui verrà presentato Raavan.

Fonte: Corriere della Sera
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Pubblicato su Costume, Cronaca, Film, Vallanzasca

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