«Renato Vallanzasca è ancora in carcere Tra i politici italiani c’è di peggio»


Michele Placido replica alle accuse dei parenti delle vittime che hanno contestato il film. In platea la moglie

http://video.corriere.it/lui-carcere-condannati-parlamento/5375dd0e-b9b0-11df-90df-00144f02aabe

VENEZIA – Quattro ergastoli, 260 anni di carcere, una scia di morti tra cui molti poliziotti, una sequela di soprannomi lanciati dai giornali: «il Bel Renè», «il bandito dagli occhi di ghiaccio», «il Dillinger della ». E poi gli amici della banda, la droga, le belle donne, le fughe dai penitenziari, l’ossessione per Francis Turatello. È il giorno di Renato Vallanzasca alla Mostra: Michele Placido presenta il film Vallanzasca – Gli angeli del male realizzato con la collaborazione di Kim Rossi Suart che lo interpreta con un straordinaria aderenza e sfoggiando una notevole padronanza del dialetto milanese. Un film preceduto da polemiche ancora prima dell’inizio. Contro si sono schierati i parenti dei poliziotti trucidati (che ancora in una lettera al Corriere protestavano contro il film), contro il prefetto Serra che ha ricordato come i media contribuirono a esaltare un personaggio «già esaltato di suo», contro anche il ministero che non ha accordato alcun finanziamento. L’ex capo della mala milanese – che dalla primavera scorsa di giorno lascia il carcere di Bollate per recarsi al lavoro in una pelletteria – non è al Lido come addirittura si era ipotizzato nei giorni scorsi («Ma insomma», aveva previsto Placido «il giudice non avrebbe mai dato il permesso. Si sarebbe rivoltato il mondo giudiziario»). Lui non c’è ma la moglie Antonella sì, interpretata nel film da Paz Vega.

ACCUSE – Placido le polemiche se le aspettava e qui al Lido ha imparato a cavalcarne l’onda. «Insomma, solo in Italia si scatena questo clamore. In Francia Cassel ha interpretato Jacques Mesrine ferocissimo bandito in Nemico pubblico e polemiche così non se ne registrano. Ma vi pare che io, che sono pure un ex poliziotto, avrei fatto un film a favore di Vallanzasca? Semmai è contro Vallanzasca. Lui da 40 anni è il nemico numero 1. Sappiamo tutti cosa è successo in Italia tra stragi, terrorismo e mafia. Vallanzasca forse è uno dei pochi esce sta ancora in galera, ci sono persona che stanno in parlamento che sono peggio di Vallanzasca». Il regista non ha letto la lettera al Corriere. «Io rispetto il dolore delle vittime, non è neanche in discussione». Ma dissente dall’idea che non si possa raccontare la storia di un criminale perché bello o affascinate. «Kim mi ha dato il coraggio, lui voleva assolutamente fare quel personaggio. Troppo bello? Aveva questa simpatia, questa leggerezza che spiazza, la stampa all’epoca ne fece un mito». A chi gli domanda se serviva proprio un film sul bandito anziché su un eroe, replica: «A me questa domanda? Ho fatto Padre Pio, Falcone, Un eroe borghese che è la storia di un milanese monarchico ammazzato dalla mafia. Con questa storia ho voluto conoscere il male che c’è anche, in me, in noi».

CONTATTO – Né Placido, né Kim Rossi Stuart fingono di essere rimasti indifferenti dal contatto con Vallanzasca. «È vero. Se lo incontri vieni sedotto dalla simpatia e sai che sotto c’è un criminale. In questo mistero sta il film. Certo è più facile mostrare il malavitoso alla Lombroso cattivo e repellente». Il regista parla di «etica criminale» : «Lui criminale ci è nato, la sua etica era all’interno di questa logica poco comprensibile per noi persone per bene. Però è bene ricordare che è uno dei pochi in Italia a scontare in galera la sua pena. Si è assunto la responsabilità di tutti i delitti anche quelli e non ha compiuto personalmente, non ha mai sparato su persone inermi, non si è arricchito, non ha mai voluto legarsi né all’eversione politica, né alla mafia, e forse questo è uno dei motivi per cui viene isolato nel carcere e Turatello viene ucciso». Nessun perdono, chiarisce l’ex poliziotto Placido. «Vallanzasca non va perdonato ma compreso. La moglie Antonella che è qui in platea lo sta accompagnando in un viaggio difficilissimo. L’ultimo delitto me l’ha confessato prima del film e lo abbiamo messo nella sceneggiatura: uccidere un pentito nella sua logica era un dovere. Non vogliamo assolverlo, ma vedere il suo viaggio, la sua via crucis nel male».

La parola, ora, è al film che uscirà per la Fox («Né la Rai né medusa hanno voluto produrlo» sottolinea Placido) il 17 dicembre. Una battuta è già diventata un tormentone: «Io non sono cattivo. Ho un lato oscuro molto pronunciato». In quanto a Vallanzasca che prima o poi lo vedrà, di sé tempo fa ha detto: «Mi chiedete se ho sbagliato? Sarei un cretino se dicessi il contrario. Qualche ragazzo che incontro mi dice che sono un mito. Rispondo loro che un mito che si fa 40 anni di galera è un mito idiota, e che di miti non devono averne, perché i miti sono pieni di debolezze». Kim Rossi Stuart, che per questo film si è battuto tanto quanto Placido. riflette: “Se fosse morto non ci sarebbe stato nessun problema»

Fonte Stefania Ulivi per Il Corriere della Sera

Add to Google

Bookmark and Share

OkNotizie
tutto blogPaperblog
W3Counter

Tagged with: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Pubblicato su Autori e libri, Costume, Cronaca, Film, Vallanzasca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Seguici su Twitter
NOTTE CARDS
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: