Maniero, insorge il «nuovo» Psi «Fuori i nomi di quei socialisti». Vazzoler: rapporti con la Mala? Non noi ma…


VENEZIA — Le parole di Felice Maniero sono arrivate a Venezia come un siluro sparato su una Sanpierota, cioè quel piccolo e recente barchino della laguna che è l’attuale Psi. «Procuravo tessere per il partito socialista, era l’epoca di De Martino, me le chiedevano loro», ha detto l’ex boss nell’intervista di ieri al Corriere del Veneto. E siccome del vecchio, potente, pachidermico Psi di quegli anni è rimasta poca cosa dopo il ciclone di Tangentopoli, allora l’attuale membro veneziano della segreteria nazionale del Psi, Sergio Vazzoler, è insorto: «La vicenda potrebbe anche essere vera ma una cosa è sicura: noi con Maniero non abbiamo nulla da spartire. Voglio dire noi del nuovo Psi. Se qualcuno ha davvero chiesto delle tessere non può che appartenere ai vecchi socialisti, quelli confluiti nel centrodestra ». Respingendo l’accusa, dunque, la rimpalla un po’ ai suoi ex compagni di partito.

E ne spiega la ragione: «Noi siamo diventati così piccoli che non abbiamo più alcun rappresentante nei piccoli comuni della Riviera del Brenta, né a Mira né a Dolo. Molti sono giovani, soprattutto fra Venezia e Padova, e dunque non possono aver vissuto quegli anni. Ci sarei io, ma posso assicurare che ero decisamente dall’altra parte, cioè impegnato nella lotta all’abusivismo al Tronchetto, dove la Mala del Brenta aveva allungato i propri tentacoli».

Vazzoler era assessore comunale ai Lavori pubblici e Trasporti. «Ma le dirò di più. Il confronto è stato così aspro che un giorno subii pure un attentato. Il 25 apirle del 1985 mi fermai a Quarto d’Altino, a riprendere l’autostrada per andare a Zelarino e il barbiere, che era un nostro iscritto, notò che avevo la ruota sinistra della mia macchina che ballava. Si inginocchiò e si accorse che i quattro bulloni erano allentati ». Come può essere sicuro che si trattasse della mafia del Brenta? «La certezza non ce l’ho naturalmente ma la successione temporale era molto sospetta. Il giorno prima ero stato alla festa dei gondolieri e i miei nemici erano proprio gli abusivi del Tronchetto. E, dunque, questa uscita dove si tira in ballo il Psi sta nuocendo all’unico partito che oggi davvero non può c’entrare nulla con quella mafia e che sta facendo una grande fatica a risalire la china. Ripeto, io guarderei altrove, se proprio c’è stato qualche rapporto. Perché dall’altra parte, fra i socialisti del centrodestra, ci sono ancora nomi che in quegli anni erano già attivi». Non lo dice chiaro ma l’allusione è pesantina, legata probabilmente anche a vecchi rancori dovuti alle vicissitudini politiche. «Ma a questo punto mi piacerebbe proprio sapere di chi si trattava». Maniero non fa nomi, al momento. Ma dice che fu «un piacere fatto ad amici della Riviera del Brenta». Piacere in cambio di nulla?

Sembra molto strano che la mafia del Brenta facesse piaceri senza avere una contropartita. «Non mi ricordo come ricambiarono ». Le dichiarazioni dell’ex boss sul rapporto fra mafia e politica sono una novità. Le voci sono state sempre insistenti e proprio su alcuni socialisti dell’epoca, ma mai c’era stata una conferma. La cosa ha dunque fatto riemergere alcune ipotesi. Come quella che vorrebbe la piscina della villa di Campolongo Maggiore al centro di un scambio di favori proprio politici. Autorizzazioni in cambio di tessere. Ma si tratta solo di supposizioni che non hanno mai trovato riscontri. Al di là degli sporadici do ut des, lo stesso Maniero ha precisato che nel Veneto mancava un rapporto organico fra politica e mafia: «Perché la cultura del Nord non è quella del Sud rispetto ai rapporti fra criminalità e politica. Al Sud è quasi impossibile farne a meno o comunque è molto conveniente. E poi non non mai voluto che si usasse l’estorsione nei confronti della popolazione. Lo consideravo un sistema un po’ antipatico e vigliacco: chi voleva guadagnare doveva fare ben altro. Per esempio avere il fegato di partecipare a qualche bella rapina». Ma Vazzoler chiede ora di capirne di più: «Vorrei sapere chi erano quei socialisti».

27 agosto 2010

M.N.M.

Fonte: Corriere del Veneto

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