Le donne della Magliana. Ira Tassinari racconta…


Una particolare attenzione merita il rapporto degli uomini della Magliana con il mondo femminile. Donne, amanti, mogli, madri… Un legame che si intreccia tra vita privata e vita malavitosa… Un connubio che soprattutto per quanto concerne le amanti a volte diviene alquanto pericoloso e costerà la libertà dei gangster della banda. La bella vita dei gangster si divideva tra belle macchine, moto potenti, i piaceri della carne e dosi abbandonanti di cocaina.

Molti omicidi furono eseguiti proprio a causa di donne, come quello di Barbieri eseguito da Abbruciati con un manipolo di uomini. Barbieri insidiava le mogli e le fidanzate degli uomini della Magliana, e pagò con la sua vita la sua sfrontatezza. Anche se uno degli uomini del commando che freddò il Barbieri era l’amante di sua moglie, con cui andò a convivere dopo l’omicidio e averla resa dipendente dall’eroina per legarla ancor più a sé..

Abbruciati commissionò anche l’omicidio di Ferdinando Galofalo conosciuto come “er ciambellone”, che osò insinuare di avergli soffiato la donna mentre il boss era detenuto.
Il tentativo di omicidio ebbe come palco una gelateria di Piazza in Piscinula, nel cuore di Trastevere… Il killer fallì i due colpi, uno all’esterno ed uno all’interno della gelateria, colpendo una signora ed un cameriere.

Claudio Sicilia, il “vesuviano” si legò a una giovane infermiera, Claudiana Bernacchia detta “Casco d’oro”… La giovane donna, di bell’aspetto, magra e slanciata, sveglia e spregiudicata, seguì il proprio uomo nell’attività criminale diventando un intermediario specializzata nel tagliare la droga. La donna dopo l’arresto di Sicilia, sparì a lungo dalla circolazione… In seguito si legò ad un altro boss della banda continuando con i traffici. Non era inusuale che le donne o le mogli dei boss, svolgessero i ruoli di intermediari o prendessero il posto del proprio uomo, durante la loro carcerazione, soprattutto nelle riscossioni…Cosa poco insolita era anche il passaggio che le donne facevano da un boss a un altro, come avvenne per Fabiola Moretti che frequentò in successione Garofalo, Barbieri, Abbruciati ed infine Mancini.

Fabiola Moretti (Fonti: L’Unità, Ansa)

I legami sentimentali che i boss creavano con le loro donne non impediva che negli affari fossero rigidi e precisi. Le mogli eran ben consapevoli dei rapporti extraconiugali dei propri mariti, ma come affermarono diverse di loro ” Mio marito può anche prendersi degli spuntini fuori, ma poi torna a mangiare a casa!”

Ira Tassinari


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Pubblicato su Banda della Magliana, Notte Criminale

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