I RAPPORTI CON I SERVIZI SEGRETI


<<…Abbruciati venne congedato dagli agenti, ma la sera fu nuovamente convocato per vedere se s’era “ammorbidito”. Niente. Alle 21 di quel 23 luglio 1980, “negli uffici della Squadra Mobile, avanti a noi sottoscritti ufficiali di Polizia giudiziaria appartenenti al suddetto ufficio”, il “nominato in oggetto Abbruciati Danilo” non faceva altro che ripetere: “In merito ai fatti di cui voi mi parlate io non ho assolutamente nulla da dire”. Lo arrestarono con l’accusa di favoreggiamento, Danilo non fece una piega, nominò l’avvocato e varcò un’altra volta la soglia di Regina Coeli.
Quella volta però, in carcere, successe qualcosa di nuovo, rivelato quattordici anni dopo da Fabiola Moretti al giudice istruttore. “Io provvedevo”, ha raccontato la donna, “attraverso gli agenti di custodia che incontravo al cidronomo di viale Marconi, a far pervenire a Danilo la cocaina che egli consumava in carcere. Una volta la sostanza che doveva servire per Abbruciati mi fu portata, a San Callisto, da Franco Giuseppucci, il quale, prima che io consegnassi la droga ai soliti agenti di custodia, mi disse che non era più necessario che gliela facessi avere in quel modo, in quando era stato attivato un altro canale di rifornimento.

La sera stessa che Danilo venne dimesso dal carcere egli, evidentemente euforico, mi disse che con lui avevano preso contatti uomini dei Servizi segreti, i quali erano entrati in carcere, gli avevano fornito la cocaina, avevano “pippato” insieme a lui e avevano allacciato delle relazioni. Non so a cosa fossero finalizzate, ma Danilo era troppo soddisfatto di quell’incontro in carcere di notte, dove aveva ricevuto offerte di protezione e di “lavoro” particolarmente soddisfacenti per lui.

“So per certo che, almeno inizialmente, Danilo ebbe dei vantaggi da queste rivelazioni: riottenne la patente ed il passaporto, gli fornirono denaro e autovetture, e attribuiva a “quelli” il merito di essere uscito così presto dal carcere… Successivamente, talvolta, Danilo si lamentava che non fossero state da loro mantenute certe promesse. Debbo aggiungere che anche io ho incontrato, sia a Roma che a Milano, persone che Danilo mi diceva essere uomini dei Servizi”.

Per Antonio Mancini, Abbruciati era legato anche alla massoneria “deviata”: “So per certo”, dirà a un magistrato, “che aveva rapporti con esponenti della massoneria, che ancora non era conosciuta come P2 ma che aveva come punto di riferimento Licio Gelli”….>>

Giovanni Bianconi, “Ragazzi di Malavita” Baldini Castoldi Dalai editore

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Pubblicato su Autori e libri, Banda della Magliana, Notte Criminale
One comment on “I RAPPORTI CON I SERVIZI SEGRETI
  1. il Mitico ha detto:

    ho letto il libro ragazzi di malavita e l’ho trovato estremamente avvincente, piacevole e “scorrevole” da leggere, premetto che non sono un gran lettore e spesso mi anoio a leggere.
    Mi sento di consigliare a tutti il libro di giovanni bianconi
    Ciao
    Dan

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