Giovanni Bianconi: la “Magliana” un fenomeno di rilevanza nazionale…


Nella foto: Giovanni Bianconi è nato a Roma il 23 giugno 1960. Giornalista per La Stampa per molti anni, oggi per “Il Corriere della Sera” segue le più importanti vicende giudiziarie e di cronaca.  Bianconi ha scritto vari libri, raccontando con acume e gusto per i particolari le vicende criminali avvenute nella capitale negli ultimi trent’anni: dall’epopea della Banda della Magliana al terrorismo “nero” dei Nar di Giusva Fioravanti.Giovanni Bianconi è autore di: “A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti”. Baldini & Castoldi, 1992. “Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della banda della Magliana”. Baldini & Castoldi, 1995.  con Gaetano Savatteri, “L’attentatuni. Storia di sbirri e di mafiosi”. Roma, Baldini Castoldi Dalai, 2001.  “Mi dichiaro prigioniero politico. Storie delle Brigate Rosse”. Einaudi, 2003. “Eseguendo la sentenza”. Einaudi, 2008. È uno dei giornalisti italiani che meglio conoscono la storia dei gruppi dell’eversione interna: nei suoi ultimi saggi, ha analizzato con l’ausilio della gran mole di documentazione giudiziaria e dei rapporti investigativi dell’epoca, il fenomeno delle brigate rosse e la complessa – e in parte ancora oscura – vicenda del sequestro di Aldo Moro.

Quello che rende la “Magliana” un fenomeno di rilevanza nazionale e per certi versi politico, è un aspetto poco approfondito perché apparentemente meno dirompente, quasi mai valutato nel suo insieme ma abbandonato nel corso degli anni alle cronache nere dei quotidiani.

E’ la storia di quel gruppo di malavitosi di quartiere che piano piano si organizzano, affinano le loro capacità criminali diventando veri e propri gangster, intrecciano contatti e rapporti che li trasformano in boss, sbaragliano il campo dai banditi della generazione precedente fino a ottenere il controllo quasi totale dei traffici illeciti a Roma – dai sequestri di persona al commercio della droga, dalle scommesse clandestine al “racket” dei videogiochi, del traffico d’armi all’usura -, dando vita a quell’agglomerato chiamato convenzionalmente banda della Magliana.

Una vicenda che diventa la storia criminale di Roma dalla fine degli anni Settanta a tutti gli anni Ottanta, o se si vuole di “Roma capitale del crimine”, visto che questa città è stata – anche a causa dell’attività della banda – il crocevia di azioni e interessi della malavita organizzata nazionale.

Io cerco di far luce soprattutto sul secondo aspetto della storia della banda, quello più “interno”, nel tentativo di approfondire le dinamiche e l’evoluzione di quel pugno di criminali con pochi scrupoli e pochi padroni, non organizzato gerarchicamente secondo rigide strutture ma nel quale di volta in volta prendono il sopravvento questo o quel personaggio, con fazioni interne che prima collaborano e poi si annientano tra loro seminando decine di morti con una cadenza che – nel disinteresse quasi generale – ha trasformato interi quartieri di Roma in qualcosa di molto simile alla Chicago degli anni Trenta.

Giovanni Bianconi, Ragazzi di Malavita (Fatti e misfatti della Banda della Magliana) Baldini e Castoldi 1995, Pag 11-12


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Pubblicato su Autori e libri, Banda della Magliana

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