Caso Cucchi/ La lettera di Ilaria Cucchi al Presidente della Corte D’Appello Luciano Panzani


2014-11-02_151612«Nutro profondo rispetto per la magistratura perché faccio parte di una famiglia italiana media di cittadini che hanno sempre rispettato la legge e pagato regolarmente le tasse. Rispetto, ma non venerazione. Rispetto ma non fede incondizionata perché questa come cattolica credente ce l’ho solo in Dio nostro Signore. Solo e soltanto in Lui. Lei parla di gogna mediatica. Secondo il dizionario della lingua italiana ‘gognà è ‘un collare di ferro, legato con una catena ad un muro o ad un palo che si metteva al collo di chi era condannato alla berlinà ma esprime pure una metafora: mettere qualcuno alla gogna vuol dire esporlo al pubblico disprezzo».Lo scrive Ilaria Cucchi in una lettera indirizzata al presidente della Corte d’appello di Roma Luciano Panzani…..continua qui

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Dalle ghigne di sfida ai silenzi “preoccupati”. Parabola del clan Senese e del suo boss condannato all’ergastolo


2014-11-01_124913Quando fuori dalla “Pagoda”, così è chiamata la struttura che ospita la corte d’Appello di Roma, un parente stretto di Michele Senese si avvicinò per lanciarmi qualche epiteto “simpatico”, misto a quel sorriso falso di chi vuol far credere di avere in pugno il destino del mondo mentre tutto gli sta scivolando dalle mani, era un freddo pomeriggio di Dicembre di alcuni anni fa. Una delle risposte che gli diedi fu quella di “respirare bene” perché la resa dei conti, nei confronti della giustizia, ormai viaggiava su binari in discesa. Rapidi e senza troppe fermate. Una profezia che ieri si è avverata con la condanna in primo grado all’ergastolo per il boss di Roma sud, per ‘o Pazzo, per quel camorrista che decenni fa si trasferì da Afragola nella Capitale “in nome del clan Moccia” e con il tempo, si creò il suo impero tra palazzi-dormitorio e lo sbocco che portava a quella “Sin City” chiamata Ostia…..continua qui

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Roma/ Il “tempo della pace è finito”. Boss e criminali scoprono la fragilità


94362d9b047126e2a8d6a9f255782389_MDue gambizzati e un cadavere bruciato tra le lamiere di una macchina a Fiumicino. Questo recita la cronaca capitolina come un bollettino di guerra. Una Capitale che, a periodi alterni, riscopre il “rumore dei ferri” di vario calibro infrangere i silenzi delle notti romane. Roma criminale è nervosa, è instabile e irritata. Dalle sue strade, battute giorno e notte dai pusher che la riempiono di ogni sostanza stupefacente, ai “piani alti” di una piramide fatta di nomi che hanno fatto la storia della mala e la fortuna di alcune case di produzione, i nervi tesi sono una costante. Una costante che si manifesta tra i “cavalli” dello spaccio o tra chi si occupa del “ramo” usura, pronti a mettere mano alle pistole per qualche dose non pagata o per qualche ritardo nel pagamento degli interessi….continua a leggere qui

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Interviste, ritrattazioni e penne ammaestrate. Storia di uno scoop vero e di una fonte diretta ma ballerina sulla strage di Via Fani


dd883c3dc241deb905703e1ba3950f94_MQuello che uscì mesi fa su Oggi fu uno scoop di tutto rispetto per la giornalista Raffaella Fanelli.  L’intervista all’ex brigatista Raffaele Fiore fu qualcosa di più di un’esclusiva giornalistica, fu il là per aprire polemiche  ma anche per generare delle iniziative che stanno maturando dentro ad ambienti della magistratura. Quella parte della magistratura  che non si è arresa nel cercare la verità su quello che rimane “il cuore” dei misteri italiani: il rapimento di Aldo Moro…..continua a leggere qui

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Su Roma sta per scatenarsi la tempesta (giudiziaria) perfetta


661d42fdef7183d32020b709dcb07dbd_MQuando i lampeggianti blu, senza sirene, attraverseranno come lunghe carovane da nord a sud, da est a ovest la Capitale, quel giorno sarà “il giorno della tempesta perfetta”, a Roma. Mentre i rotori silenziati degli elicotteri sorvoleranno la Capitale come uno sciame d’api impazzito, in quel momento, un pezzo importante della storia criminale romana ed italiana verrà spazzato via. Giorni, mesi, anni di intercettazioni, appostamenti, controlli societari, verifiche su gare d’appalto, su conti correnti in Italia e all’estero, saranno la pietra tombale di un mondo sotterraneo e letale. Nomi “di grido” nella società romana, nascosti da abbronzature impeccabili, colletti ben inamidati, Rolex al polso, macchine costose e fedine penali, in alcuni casi, intonse. Dietro i vetri delle macchine che porteranno in carcere decine, forse centinaia, di uomini e donne, non vedremo “ghigne” da galeotti. O almeno non solo. Ci saranno molti professionisti, molte persone abituate a lavorare in uffici quasi asettici dove si stringono mani e si spostano capitali con un clic. Più o meno legalmente. Dove la matrice dei soldi può essere solo quella della criminalità organizzata. Consapevolmente o meno. Quel giorno cadrà anche una parte di un mondo “politico” che ha indossato, molte volte, i panni da gangster di quartiere e che ha lasciato lo scettro all’ultimo “Re di Roma”, Massimo Carminati….continua a leggere qui

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Esclusiva/ Si diradano le nebbie ma arriva la tempesta sul caso della Dama Bianca. Era un finanziere che la aspettava


75c9e484a584dcf8cadef40577ad1f28_MMentre nel carcere di Civitavecchia, Federica Gagliardi, passa ore e giorni aspettando la condanna per quel trolley pieno di cocaina, siamo riusciti, un po’ alla volta, a chiarire certi passaggi di quel 13 Marzo. Un giorno anomalo, un giorno in cui le carte sono state mischiate da più di un croupier. Per una partita senza vincitori ma con una sola persona sconfitta: la dama bianca.   Dopo l’articolo “L’aeroporto delle nebbie” su Notte Criminale e quello di Fabio Di Chio sul Tempo si sono alzate le paratie di un “Mose” in salsa grigioverde. Non si parla certo dello scandalo veneto, anche se l’ex generale della Guardia di Finanza Spaziante è parte fondamentale e oscura dell’inchiesta veneziana. Si parla di un “muro”, di una smentita non ufficiale ma ufficiosa, di quelle che equivalgono a telefonate seccate, in parte giustificate ma che non lasciano spiegazioni a domande chiare e opportune…..continua a leggere qui

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Traffic/ Tra un suicidio e uno scandalo all’insegna del silenzio


4ad29f78affc6ab36c0c5ec438c5b76c_MSquilla il telefono. Dall’altro capo della cornetta risponde una voce che sembra lontana ma è solo a poche centinaia di chilometri da dove chiamiamo. E’ l’avvocato Tirelli, l’ex legale del Maresciallo della Finanza Massimo Callari, la “gola profonda” della “Banda Bove”, gli “infedeli” di Polaria e Fiamme gialle che hanno lavorato per i narcotrafficanti del litorale romano facendo transitare chili e chili di cocaina.   Avvocato, abbiamo saputo da fonti interne all’aeroporto che il Maresciallo Callari si è suicidato. Ce lo conferma?   Il silenzio dura secondi. Non un silenzio di chi cerca di nascondere qualcosa, non il mutismo di chi è preso alla sprovvista rispetto a una domanda che non si doveva fare. Il silenzio dell’Avvocato è quello di chi rimane impietrito davanti a una notizia che non si aspetta. O che non avrebbe voluto sentire.

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