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CRIME NEWS: 14 Settembre h 16.30. Gioia Tauro: stop a 39 kg di “neve” proveniente dall’Ecuador e diretta in Spagna


Oltre trentanove chili di polvere bianca sono stati bloccati a Gioia Tauro.

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Il caso Pantani: storia di un campione annientato – Prima parte -


Il sabato, il giorno del blitz a Madonna di Campiglio, non erano ancora le otto e chiesi di andare in doccia, mi preparavo per un colloquio… Il tempo che mi aprissero e una volta in corridoio, nel tragitto per arrivare alla sala docce, dovevo passare anche davanti alla cella di quell’amico che, vedendomi, ancor prima di salutarmi, mi disse: “Hai sentito la tv? C’è stato un blitz dell’antidoping al Giro. Hanno fermato Pantani. Ripartiranno senza di lui”. Mi sono detto: “Ecco dove stava il trucco”. Ma per non far capire nulla a nessuno, fossero essi detenuti o guardie, dissi solo: “Mi dispiace, ma ora devo andare a prepararmi per il colloquio”. Del resto, se per qualche conoscente a Napoli non era troppo difficile truccare qualche partita di calcio, figurarsi quanto poteva essere semplice impedire al più forte di vincere… E queste, cara Tonina, credimi, non sono supposizioni.

A scriverlo alla madre del Pirata, il ciclista Marco Pantani, uno dei più grandi campioni che il ciclismo italiano abbia mai avuto, è stato Renato Vallanvasca di cui spesso si è scritto su Notte Criminale. È riportata nel libro Era mio figlio (Mondadori) che la donna ha scritto nel 2008 con il caporedattore di Bicisport, Enzo Vicennati. Perché il vero mistero, anzi, il vero delitto compiuto contro Pantani sembra più legato al siluramento della sua carriera.

Il pirata - Fotografia di Andrea ParisseIl Pirata, foto di Andrea Parisse

Certo, anche la sua morte, avvenuta per un’overdose da cocaina il 14 febbraio 2004 mentre il campione, 34 anni, si trovava in un residence di Rimini, presenta aspetti oscuri, mai chiariti, che potrebbero lasciar spazio a ricostruzioni differenti rispetto a quelle ufficiali. Ma quanto accadde nel 1999 a Madonna di Campiglio ha i contorni di un omicidio professionale. Un crimine che ha ucciso Pantani dal punto di vista sportivo e psicologico molto in anticipo rispetto a quel che avvenne nell’inverno di cinque anni più tardi.

Vicennati e la signora Pantani non sono gli unici a crederlo. Ne è convinto anche il giornalista francese Philippe Brunel, che sempre nel 2008 è arrivato nelle librerie italiane con il libro Gli ultimi giorni di Marco Pantani (Rizzoli), un’inchiesta sugli strani “incidenti giudiziari” che hanno perseguitato Pantani a partire da quella tappa maledetta del Giro d’Italia. E dal lavoro del cronista sportivo d’Oltralpe, è arrivata nel 2011 un’omonima trasposizione a fumetti, sceneggiata e illustrata da Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo.

Ma cosa accadde il 5 giugno 1999? Ecco cosa scrisse nel 2001 lo stesso ciclista in una lettera ai genitori, alla sorella e a Christine, la sua ex compagna:

Sono stato di certo un pessimo bambino, un selvaggio e a volte furbo. Ma la bici mi ha portato a conoscere la legge del dare e del raccogliere. Sono diventato discretamente onesto. E la mia carriera è stata molto spezzettata dal mio poco feeling con la fortuna. Ma mi sono ritagliato con coraggio e sacrificio non tanto il denaro, ma un po’ di quella giusta gioia, anche questa però subito compressa nel mio personaggio che cresceva e convinceva.

A Campiglio la Madonna non c’era quel giorno e ho pagato un prezzo che il mio benché duro carattere non sopporta. Una macchia indelebile e non troppo sincera. Sono con la coscienza, per ciò che è Campiglio, pulito (e ciò fa male ancora di più). Sono tornato a casa e tutto ciò che era possibile è accaduto [...]. Con la grande sofferenza sono diventato un uomo, con tutte le innumerevoli convinzioni e speranze. E ho sempre giocato il medesimo gioco, rispettando tutte le regole del mio sport e della mia vita.

Ma sono passato dalla parte del torto con l’ingiustizia della falsità, della truffa che mi hanno fatto. Chi sia stato non si può sapere, però sono più sincero di quanto la mia faccia da ombroso faccia trasparire.

Prima di raccontare gli avvenimenti che quel giorno portarono Marco Pantani a essere escluso dal Giro d’Italia strappandogli una maglia rosa che sembrava non volersi togliere più e a essere messo sotto accusa da otto procure della Repubblica, torniamo a Vallanzasca.

Nel libro Il fiore del male (Tropea, 1999 e poi riedito ancora 2009) scritto con il giornalista Carlo Bonini, il bandito della Comasina dice che in quella tarda primavera “radio carcere” diceva che Marco Pantani alla fine del Giro non ci sarebbe mai arrivato. Sembrava impossibile. Eppure Vallanzasca fu invitato da un altro detenuto – di cui non rivelò mai l’identità, neanche di fronte ai magistrati – a puntare sull’uscita di scena del Pirata. Questo giro, diverso da quello ciclistico, aveva a che fare con le scommesse clandestine.

Omaggio A Pantani - Foto di Ryoichi TanakaOmaggio a Pantani, foto di Ryoichi Tanaka

Poi però arrivò la notizia che Pantani era risultato positivo al test antidoping e che di conseguenza era stato espulso dalla competizione. Vallanzasca, anni dopo, scriverà la lettera riportata in apertura a questo post, e intanto la famiglia dei ciclista era venuta a sapere che Vittorio Savini, ai tempi presidente del club “Magico Pantani” di Cesenatico, disse di aver ricevuto alcune strane chiamate.

Scrivono Vicennati e la madre di Marco:

Raccontò di aver ricevuto una telefonata da un anonimo con accento meridionale. Lo sconosciuto gli aveva detto di stare buono e di tenere la bocca chiusa, perché altrimenti la sua officina sarebbe saltata in aria. Gli fece sapere che era andava bene così, che Marco il Giro non avrebbe dovuto finirlo e che per questo erano disposti veramente a tutto. Anche a farlo fuori, gli era parso di capire. Ma nessuno ritenne di approfondire il discorso, né magistrati né stampa, perché la versione del Pantani dopato faceva comodo, semplicemente era la più facile da sostenere.

Marco Pantani

Dunque c’è l’ombra del racket delle scommesse clandestine. Ma c’è anche chi afferma che gli sponsor del Giro e soprattutto quelli degli altri ciclisti si sarebbero innervositi. Quel ragazzo romagnolo, classe 1970 e all’apparenza invincibile, stava salendo troppo spesso sul podio oscurando loghi e marchi non suoi. Insomma, Pantani non avrebbe rispettato un galateo non detto, una consuetudine tale per cui, se vuoi e ne sei capace, puoi vincere il Giro d’Italia, ma devi farlo alternando il passo con gli altri. I riflettori, invece, erano costantemente puntati su di lui, su quella testa calva e lucida di sudore o avvolta nella bandana che alternava e che era diventata una caratteristica del suo essere il Pirata del ciclismo.

Forse queste ombre sono dovute a delle casualità. Forse l’arrivo dei medici sportivi, la mattina del 5 giugno 1999, non ha niente a che vedere con il fastidio montante intorno alla figura di Marco Pantani. E nemmeno con gli affaracci illegali che circondano il mondo dello sport. Fatto sta che la scientificità non fu proprio rispettata quando vennero prelevati campioni biologici al ciclista. E vedremo perché, nel dettaglio.

Intanto, ecco come stava gareggiando Marco Pantani, in quel lontano 1999, prima dello stop. «Quel meraviglioso show», dissero i commentatori a pochi metri dal traguardo.

Antonella Beccaria

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Dal suo Blog,chiuso da anni, Renato Vallanzasca scriveva:


Perchè….

Perché ho deciso di aprire un mio sito e parlare sul blog…Immagino saranno parecchi quelli che se lo chiederanno. Era da almeno 4 o 5 anni che intendevo farlo, ma poi, per una ragione o per l’altra ho sempre evitato. Negl’ultimi 3 poi, la spinta a mettermi in rete era ancora più forte, ma ho evitato di farlo per non lasciare intendere che volessi in qualche modo cercare anche solo qualche timido consenso alla mia domanda di Grazia rivolta al Capo dello Stato. Ora che tutto è ormai chiarito, non ho più alcuna ragione per negarmi una cosa che mi sta tanto a cuore, quindi…eccomi qui. Sono perfettamente conscio che, aldilà del godibile passatempo, sarà un arduo impegno! Arduo almeno per 3 ragioni principali: la prima è che metto già in conto che non saranno poche le persone che mi contatteranno solo per esprimermi i loro non rosei apprezzamenti ! …La seconda è che non potendo accedere direttamente alla rete, sarò costretto a spedire tutti gli scritti a chi si è preso il non indifferente impegno di avere cura del sito, facendomi pervenire i vari messaggi di chi si prenderà la briga di mandarmene…La terza sta nel timore, se non proprio nella certezza che, coloro che sono preposti a vigilare su di me, non vedano di buon occhio questa mia iniziativa: posso capirlo !…

Ma allo stesso tempo mi rendo conto che, i danni che mi procurerò, non potrebbero essere peggiori di quelli che hanno fatto i pennivendoli riversandomi addosso delle belle camionate di cacca! Beninteso, non ho iniziato questa nuova e sollecitante avventura, solo per difendermi da questi signori… Piuttosto sarebbe più vero interpretarlo come un modo per tenersi vivo anche vivendo fuori dal mondo!… Ma ciò non toglie che i signori di cui sopra, sapendo che potrei fare sentire la mia voce, sarebbero meno spavaldi nello scrivere cose ignobili, che a volte, sono state molto lontane dalla verità…Considerato che sono in assoluto per la libertà d’opinione non penso neppure di mettere a tacere chi mi giudica anche in modo ipercritico! Facile immaginare che non ne sarò entusiasta. Ma sino a che si dirà la verità, accetterò  di buon grado anche le forche caudine!

…Quando parlo di Verità, non pretendo di essere colui che la può insindacabilmente stabilire, ma non credo di chiedere la luna se vorrei fosse rispettata almeno quella che la giustizia ha decretato con sentenze passate in giudicato, cosa che troppo spesso non avviene. Sono anni che tento di chiedere ai giornalisti che da sempre mi contattano per un’intervista, sia essa direttamente ad un microfono, oppure tramite domande scritte e inviatemi per posta, non certo per essere benigni, o peggio, compassionevoli, nei miei riguardi, ma solo di essere fedeli nel riportare le mie parole!… Senza contare che non mi sono mai sognato di concordare neppure mezza domanda…semplicemente perché lo trovavo ipocrita e poco dignitoso! Con queste prerogative non ritenevo che le mie fossero pretese assurde…ma dopo una marea di esperienze negative, dove solo in qualche rara occasione è stato tenuto fede all’impegno preso!

…Qualche volta le mie risposte sono state solo potate un po’…ma non è stato raro constatare che, grazie a qualche furbizia da pennivendolo..se non erano state travisate del tutto le mie parole, quanto meno, assumevano dei contorni alquanto diversi! In altre lo stravolgevano completamente!…Quando, addirittura, mi sono viste virgolettate parole mai dette che, altro non potevano essere che un’opinione del pennivendolo di turno o un qualcosa ad effetto!… Nonostante gli svariati suggerimenti di tanta gente, non ho mai risposto no grazie, anche quando sapevo che avevo a che fare con qualcuno che mi avrebbe posto domande altamente imbarazzanti!!…Beh nonostante sia sempre stato disponibilissimo a confrontarmi anche con chi, tra costoro, sapevo di stare neanche troppo cordialmente sulle balle…a volte arrivando ad anticipargli che l’antipatia era del tutto reciproca…Con alto senso della fedeltà di cronaca, ho dovuto spesso mandar loro degli accidenti!…In ogni caso, non ho mai denunciato nessuno perché non era/è da me!… Ne ho mai chiesto rettifiche, anche quando ero certo che non avrebbero potuto negarmele!…So bene che la corporazione dei pennivendoli storcerà il naso…magari diranno che anche i calciatori e addirittura i politici smentiscono spesso le loro dichiarazioni del giorno prima…Sarà senz’altro vero, ma io non sono né un calciatore né un politico, non ho mai temuto neppure le mie dichiarazioni più incaute!…Io non ho mai avuto bisogno di farmi apparire diverso da quello che sono neppure davanti a chi, come un giudice, poteva distruggere anche il benché minimo spiraglio di luce sulla mia Libertà…

Non ho mai avuto remore ad ammettere e confessare anche i delitti più atroci pur avendo la certezza che nessuno me ne avrebbe mai chiesto conto! Evidentemente, a loro non bastava che venissi giudicato per quello che avevo realmente commesso e confessato, ma di volta in volta, o si dovevano inventare qualcosa, o distorcere qualcos’altro…manco non fosse abbastanza gravoso quello che non esitavo ad ammettere. Ecco, quanto meno ora sappiamo che, sempre evitando di fare denuncie, non esiterò a rispondere loro…Magari riempiendoli di parolacce…così, anche solo per vedere se poi saranno loro ad avere il coraggio di denunciare me…davanti ad un magistrato che, inevitabilmente dovrà ascoltare le mie ragioni! Ma siccome penso che, d’ora in poi, proprio per le ragioni addotte, non saranno tanto numerosi quelli che si inventeranno stronzate…e neppure omicidi per i quali altri stanno pagando da anni…non credo che nel mio blog avrò molte occasioni per parlare di loro…anzi, voglio sperare che questa sia la prima e unica volta che lo faccio! Vero è che non è mai corretto fare di tutta l’erba un fascio!

…Tanto più quando posso dire di aver incontrato anche Galantuomini nell’informazione! Ma, ahimè, per quel che mi consta, si tratta di una sparuta minoranza! Tra questi ce n’è pure qualcuno che non è mai stato tenero con me…ma, onore a loro, si sono assunti le responsabilità di separare i Fatti dalle Opinioni!…Si, un giorno dovrò fare un libro bianco, cioè  rendere noto i nomi di quei giornalisti che, a mio avviso, sono degni di questa qualifica! Un libro nero? No,  quello sarebbe troppo lungo ed impegnativo!…Stop…Prima di chiudere questo mio primo intervento, rispondo ad una domanda che mi è stata fatta un’infinità di volte nelle ultime due settimane, cioè come ho preso il rifiuto alla mia domanda di Grazia da parte del Capo dello Stato…Per completezza d’informazione, penso sarebbe giusto che ognuno sapesse quello che ho scritto realmente, senza subire il filtro della stampa, quindi per chi avrà qualche minuto da perdere, a parte, avrà la possibilità di leggere integralmente le mie esatte parole inviate al Presidente Napolitano (le stesse che in precedenza avevo scritte al Suo predecessore, il Presidente Ciampi), cosa che, a mio avviso, spiegherebbe il mio pensiero molto di più di qualsiasi altra disquisizione di dotti soloni.

Dunque: anche se non ho mai creduto sino in fondo alla possibilità che sarebbe stata concessa Clemenza, soprattutto per le insistenze della Mia Vecchia Madre che minacciava di farla lei in vece mia e per dare a Lei e alla Mia Compagna Antonella una Speranza che desse loro la forza di andare avanti, ho deciso di assumermi la responsabilità in prima persona, come mi è sempre stato naturale ed ho inviato quello scarno scritto che, qualcuno è arrivato a ritenere irriguardoso…Anche se non lo credo assolutamente, se così fosse me ne dispiacerei perché non era mia intenzione esserlo!…Mi sono limitato a farlo con franchezza e con l’umiltà che si acquista solo con gli anni che passano…Dire me l’aspettavo, sarebbe decisamente troppo! Negare che ci Sperassi un’infamità!…Ma ciò non toglie che, nonostante il mio innato Ottimismo, ho avuto sempre la netta sensazione che la risposta sarebbe stata negativa!…Dicono un po’ tutti che io non abbia santi in paradiso…Bhè, affermare il contrario sarebbe da fuori di testa!…ma nonostante ciò so che ci sono parecchi, anche nelle istituzioni che non mi sono ostili, anzi…ma c’è da capirli se le loro voci sono un po’ soft…quando mi si dice che qualche tempo fa, qualcuno di altissimo loco, è arrivato a dire:  Di principio non avrei nulla da ridire per la Grazia a Vallanzasca, perché al di là dei non pochi disastri di cui si è reso responsabile, non si può negare che di galera se ne sia fatta come nessun altro!..pur non essendo il peggiore in assoluto: Lui almeno non ha mai accampato scuse sociologiche o facendo piagnistei, non esito a definirlo un “bandito onesto”!

… La sua sfortuna è stata l’indulto dato a pioggia, le polemiche che ne sono susseguite ed il momento difficile ed emergenziale che stiamo attraversando: basta pensare a “Vallettopoli”!…Dopo essere venuto a conoscenza di un tale ragionamento…come avrei potuto sperare in un atto di clemenza?!… Se una decisione tanto delicata, sia per il Presidente che è istituito a dover decidere, che per chi come me resta in attesa di tale vitale decisione, deve essere o meno presa in considerazione in base allo scandalo Vallettopoli, allora siamo proprio alla frutta! Come devo averla presa?…E’ stata una pia illusione che, se non altro, ha dato alla mia Mammetta la forza di continuare a tener duro!…Per me è stata la fine di un sogno che mi avrebbe restituito alla Vita!.. Al limite potrei dire che per rigettarla avrebbero potuto anche essere più celeri…ma se per un probo cittadino italiano, figlio della burocrazia, ci vogliono tempi inenarrabili anche per l’atto più semplice, è quasi logico che per una decisione del Capo dello Stato siano indispensabili almeno un paio d’anni! Come detto, ci Speravo Si!..ma non è una scommessa  su cui avrei puntato chissà cosa…in fin dei conti sono molti quelli che sperano di vincere alla lotteria…ma la stragrande maggioranza rimane deluso!…Ecco, per me sarebbe stato un po’ come fare un 13 con tutti i “2” in schedina, un’iperbole troppo improbabile! La cosa non mi ha destabilizzato che per qualche minuto!…Dopo di che ho pensato di ricominciare a pensare a quello che avrei dovuto fare per sopravvivere senza la Grazia

…Ero e sono intimamente convinto che prima o poi qualcuno si dovrà rendere conto che se la pena ha il fine di rendere alla società un uomo diverso…tenermi ulteriormente in galera nonostante il Bel Renè resti solo un’invenzione poco fantasiosa dei pennivendoli, sarebbe solo lo spirito di vendetta a prevalere…quindi aspetto che mi venga offerta una nuova e differente possibilità di tornare in società…magari con quelle misure alternative che sarei il solo, o uno dei pochissimi, a cui non è stata data la possibilità di poter accedere. Un tempo avevo fretta, volevo tutto e subito!…Con gli anni si prende coscienza che bisogna portare pazienza…e io, che sono diventato un vecchio saggio, confido che passerà a nuttata…come  dicono nel paese di Antonella. Se poi non dovesse essere così…ancora pazienza…visto che le mie sventure me le sono proprio andate a cercare!…e non sarà certo una Grazia negata a farmi rivedere le decisioni prese sul mio Futuro!…Se poi il termine futuro lo dovrò cancellare dal mio vocabolario…non sarà una ragione sufficiente per farmi tagliare le vene!…Concludo questa mia chiacchierata con un Cordiale Saluto a Tutti!…da Renato

Mercoledì 10 ottobre 2007

Nel ringraziare tutti voi, ci preme fare alcune precisazioni: Renato Vallanzasca non ha accesso alla rete e la gestione del blog avviene esclusivamente per via epistolare. Comunichiamo quindi che i commenti verranno recapitati nel più breve tempo possibile. Lo Staff.

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