Notte Criminale

Notte Criminale chiedendosi “Perché il crimine diventa mito?”,  nasce come progetto integrato di informazione, musica, cinema e cultura.

Creata inizialmente per dare vita ad un evento culturale che pronto a “rivisitare” la delinquenza attraverso diverse forme di cultura a Roma, con La Banda della Magliana, Milano, con Vallanzasca e la Banda della Comasina e Venezia con Felice Maniero e La Mala del Brenta, Notte Criminale si è impossessata delle nostre coscienze ed oggi è la “stella”che ci guida nella disperata ricerca di giustizia all’interno di un’Italia davvero piccola: corrotta, bugiarda e sempre più ricca di misteri (e non solo, sembra proprio il caso di dire).

Non vogliamo avere un approccio ideologico bensì informativo, d’inchiesta e di libera opinione senza casacche, che molte volte sono un fardello che distrae dalla realtà.

E così questo blog, nell’estate 2010, si inizia a strutturare come l’Evento culturale in tour per lo stivale.

Scegliendo la velocità e il non luogo per eccellenza – dove vige la regola della libertà d’informazione, Notte Criminale (aperta verso l’informazione sul canale youtube e l’interazione dei socialnetwork come facebook) sul web posiziona e si posiziona come “un altro punto di vista possibile”, crocevia di pensieri, opinioni, immagini, inchieste, dibattiti o critiche.

E’ per questo che, vestiti con i giusti strati di presunzione, pretesa e pazzia per i risultati raggiunti rispetto agli accessi dei nostri lettori, lo staff ha pensato bene di diventare un punto di riferimento per il crimine del bel Paese.

Notte Criminale quindi si appresta a diventare una testata del crimine in piena regola: la prima in Italia di questo tipo.

Il tempo si riavvolge per fermarsi ed essere raccontato qui ed ora da e con: informazione, attori, registi, scrittori, cantanti, fotografi, artisti, mostre, convegni, incontri, spettacoli, concerti, produzioni video.

Perchè il crimine diventa mito? vieni a scoprilo…

NB: Le immagini presenti sul blog prive di fonte, appartengono ai rispettivi proprietari e verranno rimosse in seguito a specifica richiesta.

INFO, NOTIZIE E RUBRICHE A PORTATA DI CLICK:

L’INTERVISTA

LE PILLOLE DI LUPACCHINI

NOIR: PAROLE CRIMINALI

FINANCIAL CRIME

MALAGIUSTIZIA

SUD CRIME

MEDIA CRIME

VIDEOTECA CRIMINALE

VOX POPULI

CONTRO CANTO

Add to Google

Bookmark and Share

OkNotizietutto blog PaperblogW3Counter

4 comments on “Notte Criminale
  1. Alex scrive:

    Vallanzasca: L’uomo che visse due volte. (7 dicembre 2010)

    Alla soglia dell’uscita nella sale del film diretto da Michele Placido Vallanzasca – Gli Angeli del male, l’ex bandito ormai sessantenne, si trova a vivere una seconda esistenza. Dimagrito e guascone come sempre, per la gioia delle centinaia di ammiratrici, Renato osserva il mondo da uomo profondamente cambiato e deciso a ridare un’immagine meno nera alla sua figura così impressa nella memoria storica italiana, quella più cupa e fumosa ma, naturalmente, di un fascino morboso che cattura generazioni di ragazzini e di donne innamorate, di ladruncoli ammiranti e imprenditori dalla buona memoria: La Milano degli anni ’70, tra lo champagne dei Night e delle bische di Francis Turatello e le bande criminali che agivano in abito da sera.
    Oggi Renato Vallanzasca, forse non l’ultimo dei banditi rimasti ma, di certo, il più affascinante, sorride con una luce di tristezza nel riguardarsi indietro. Ogni sera torna alla sua cella nel carcere di Bollate, come chiunque abbia un debito con la giustizia da pagare. Cammina fiero con il suo zaino in spalla in direzione della guardiola dove gli agenti in uniforme lo aspettano in silenzio, controllando l’orologio. La sua bicicletta nera è ben legata ad un palo, così, tanto per non farsi fregare una seconda volta.
    Renato sorride a tutti, ammiccando con quell’occhio sinistro mezzo chiuso e quel sorriso beffardo, quello di sempre, sotto i baffi alla Buscaglione.
    Anche stasera, mentre l’ho guardato a spalle basse tornare alla sua realtà di quattro mura e permessi sporadici ho ripensato a quanto possa valere la vita di un uomo. Di qualunque uomo.

    Ho visto Renato chiudersi in un silenzio rassegnato quando, ad una discussione, si è parlato di pene da pagare senza sconti. L’ho visto incrociare le gambe e spiegare a bassa voce a due bambini di tre anni, gemelli terribili, quanto fosse inutile litigare tra loro e quanto la violenza portasse solo ad altra violenza. L’ho visto sporgersi oltre il finestrino della mia auto ad occhi chiusi in attesa di una mia accelerata per poter sentire almeno per qualche istante il sapore dell’aria fresca su quel volto così segnato dal carcere: Il sapore della libertà.
    Renato non si nasconde dalle sue colpe, anzi, le affronta a testa alta, senza rifugiarsi dietro al pentitismo o alla pietà ma cercando, giorno dopo giorno, di dare un senso a quella vita così miseramente bruciata.
    In quei due gemelli, con i loro occhi grandi e sbarrati catturati da quelli azzurri ghiaccio del bandito in pensione, si poteva leggere la comprensione, la fiducia.
    La stessa mano che aveva stretto il coltello che uccise un ragazzo di nemmeno vent’anni nel carcere di Novara nel 1981 ora accarezzava i capelli biondi dei piccoli e sembrava quasi chiedere una seconda possibilità.
    Non serve fare del male .. gli sussurra.
    Le polemiche per la realizzazione del film sulla vita di Vallanzasca sono, come sempre, accompagnate dai migliaia di commenti, tra chi attacca e chi difende. I parenti delle vittime, innocenti parti della commedia che vede nell’ex bandito della Comasina l’unico colpevole morale, dimostrerebbero forse maggior comprensione se potessero assistere a quella lezione di vita alla quale, io, ho avuto la fortuna di presenziare.
    Per quei bambini, i miei nipoti adorati, Renato e Antonella sono diventati quasi degli zii: Solo se conosci l’inferno puoi capire come arrivare in paradiso.

    Mi hanno chiesto cosa avrei fatto se avessi potuto tornare indietro di quarant’anni, dice oggi Vallanzasca pensieroso, e la risposta è solo una: Il contrario di quello che ho fatto.

  2. Lia Fischer scrive:

    Io credo che un criminale può cambiare il suo comportamento o trovare un modo diverso di vita.Seguramente non tutti. Credo che ci sia il pentimento. Credo anche che, come il pentimento non può cambiare il male perpetrato, serve solo a la coscienza del pentito e non serve nulla a le vittime e sue famigliare.Quindi sono d’accordo in parte con la postura di Vallanzasca di non fare un atto di pentimento, come fanno altri più facilmente e forse con meno consciencia e sincerità.
    Credo che la giustizia deve punire i criminali, ma non può attribuire ad un solo uomo l’immagine di tutto ciò che è sbagliato e criminale in un periodo della storia. Vallanzasca non è un mito perché è un criminale, ma perché lo hanno fatto rappresentante di tutto il male, la cattiveria e le circostanze di un periodo. In questo caso la giustizia ha dato il rigore, non ad un criminale o per i suoi reati, ma contro il male nel suo complesso.Non so sia giusto o sbagliato,mi piacerebbe credere che la giustizia sviluppa bene e il suo ruolo.
    Oggi è molto più difficile identificare il male, nascosto dietro le nostre istituzioni ed avvolta nella persona di uomini che dovrebbero interessarsi per il bene comune, ma cercano solo i propri interessi, il male è evoluto, ha cambiato il suo volto, si è specializzato, e non mi riferisco alla situazione in Italia ma del mondo intero. Mi riferisco a ognuno di noi, nel ambito dei nostri valori.
    Mi fa riflettere su molte cose:
    Riporta alla mente il concetto che abbiamo, ciò che è peccato e ciò che è il peccatore.
    Richiama alla mente il peso delle decisioni politiche e la etica.
    Il nostro senso di giustizia. La nostra inerzia generalizzata. Mi fa pensare, come nel mondo, i nostri valori sono cambiati.
     Richiama alla mente il ruolo dei media e circoli intellettuali.
     Penso al sistema corrotto in molti settori della società democraticamente costituita.
     Rifletto sul fatto che la nostra società, nonostante tutti gli sforzi, se tale deteriorando.Tanto che gli omicidi sono sempre più impegnati per nessun motivo e di pioggiore che Vallanzasca, oggi ci sono tanti.Perchè? Dove abbiamo sbagliato?
    In Brasile un bambino di dieci anni viene ucciso da un bambino di quattordici anni a causa di un tennis e questo fatto non è raro.La violenza contro le donne e l’infanzia cresce e tutti sembrano anestetizzati.
    Oggi le leggi sono fatte per proteggere del criminali di “colletti bianchi”, quelli che sfruttano del innocenza della giovinezza, quelli che prendono i soldi dal nostro lavoro,coloro che promuovono l’ignoranza e la mancanza di cultura. C’è molto di più terrificante che un criminale di 60 anni, ma non si vede nessuno creando polemiche su questi temi con lo stesso impegno.  
    Non essendo io un parente delle vittime, credo che tenere in carcere, un uomo di 60 anni, che ha speso tutta la sua vita adulta dietro le sbarre, non essendo un serial killer psicopatico incurabile, si presta solo a scrivere libri o fare film,deviando delattenzione del male molto più elaborato.
    Sono in grado di dare sfogo al mio lato buono, cristiano,dicharando che per me Vallanzasca abbia già pagato il suo debito,anche perché credo nel comandamento biblico non uccidere tanto quanto al concetto di redenzione. Ma se io fossi un parente delle vittime, se fosse il mio figlio disteso li sul pavimento,se il criminale aveva rubato la sua vita, lo avrebbe ucciso con le mie mani. Credo che questo sia il limite della mia bontà e della mia cattiveria.
     E qui sta il motivo per cui un criminale comune diventa affascinante, abbiamo tutti un lato oscuro, in attesa di una ragione per travolgere il nostro lato buono e purtroppo, stiamo rendendoci indulgenti con una sorta di male più pericoloso che questo vecchio uomo.

  3. barnaba scrive:

    L’ULTIMO FILM DI MICHELE PLACIDO NON MI E PIACIUTO , TROPPO SCONTATO E KIM ROSS STUART MESSO IN UNA PARTE CHE NON GLI APPARTIENE, L’ACCENTO MILANESE CHE CERCAVA DI FARE NOTARE NON LO SAPEVA FARE .
    MI SONO GUARDATO TUTTI I FILM DI PLACIDO E SONO TUTTI BELLI MA PURTROPPO QUESTO CHE HA FATTO ORA NON E RIUSCITO E LO TESTIMONIA ANCHE GLI INCASSI DEL CINEMA CHE SONO STATI MISERI.

  4. army scrive:

    Erano altri tempi e non cerano ragioni, oggi la tristezza ci appartiene, in quanto noi l’abbiamo coltivata, non solo buttando via il tempo di prima, ma ipotecando anche quello di domani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 9.659 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: