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NB: Le immagini presenti sul blog per le quali non è stata citata la fonte, appartengono ai rispettivi proprietari e verranno rimosse in seguito a specifica richiesta.

36 comments on “Contatti
  1. cosimo scrive:

    GRADIREI SE FOSSE POSSIBILE FARE UNA PICCOLA PARTE IN QUESTA SERIE…VI PREGO NON VE NE PENTIRETE,SONO UNA PERSONA BRILLANTE,ALMENO COSI DICONO…3397567981…A DIMENTICAVO …NELLA VITA HO FATTO QUASI TUTTO…MI MANCAVA IL CARCERE E L’HO FATTO…BACIONI A TUTTA LA REDAZIONE…

    • nottecriminale scrive:

      Caro Mimmo, forse hai confuso Notte Criminale con una fiction o una serie tv. Noi siamo un blog che diventerà presto rivista online. Mi dispiace ma non sapremo veramente come aiutarti. Buona ricerca e buona fortuna

      La redazione

  2. Edoardo scrive:

    A proposito di Yari Selvetella

    Scusate se mi permetto, ma l’errore è nella domanda, più che nel giudizio sommario ed estremamente guardingo dello scrittore. Che cosa vuol dire “Secondo lei, Enrico De Pedis, è una figura estranea alla banda della Magliana?”.
    Ma state scherzando? Chiunque abbia letto una sola pagina che ricostruisce la storia della Banda della Magliana non farebbe questa domanda. E uno scrittore serio si rifiuterebbe di rispondere.

    • nottecriminale scrive:

      Concordiamo pienamente con il suo giudizio sul fatto che chiunque abbia letto una sola pagina che ricostriusce la storia della Banda della Magliana non farebbe questa domanda. Ma proprio perchè c’è qualcuno che si ostina a dire che il de Pedis era quasi estraneo ai fatti della Banda ( la moglie di De Pedis affiancata da uno scrittore) la domanda….per quanto possa sembrare così scontata assume un particolare significato e la risposta ancor di più

  3. david scrive:

    vorrei sapere dov è sepolto franco giuseppucci

  4. Ale Bruno scrive:

    Complimenti per questo blog. E’ la prima volta che lo visito e devo dire che ho gradito molto l’impostazione e i contenuti.
    Mi è stato consigliato da un collega, che evidentemente non si sbagliava….

  5. carlitos scrive:

    vorrei porre all’attenzione questo documentario su toutube, mi sembra attinente al BLOG:
    i delitti del mostro di Firenze

  6. Alessandro Donia scrive:

    Desidero sottoporre alla Vs. cortese attenzione, l’assurda vicenda mediatico-giudiziaria, attraverso l’ inquietante testimonianza di una persona comune (e per bene, mi sia permesso), che ha avuto la sfortuna di incappare nelle maglie di un triste fatto di cronaca, a causa di un banale errore o una semplice incompletezza delle indagini (lascio il giudizio della sua origine casuale o volontaria alle risultanze dell’istruttoria giudiziaria e degli esiti dei relativi processi, “due assoluzioni ed una archiviazione”).
    La costruzione di un “teorema” accusatorio che, seppur palesemente destituito di fondamento e privo di qualsiasi supporto probatorio, finisce e viene utilizzato, da un complicato intreccio di interessi provenienti da diverse aree del sistema politico-mediatico, di quello giudiziario e di quello della criminalità, per la realizzazione di interessi di singoli, gruppi, aziende (politici e non), condannando e distruggendo la vita di una persona giudicata innocente, indirizzando, se non governando, importanti fasce dell’opinione pubblica, attraverso un accanimento mediatico rispetto al quale diritto e giustizia appaiono impotenti. (Ad oggi).

    L’origine “giudiziaria”, risale alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, già ritenuto in precedenza non attendibile, di nome “Santi Timpani”, (che in tempi non sospetti o sospettabili, frequentava la stessa scuola media di chi vi scrive, “Dante Alighieri”,(che si trova in un piccolo comune tirrenico nella provincia di Messina, Scala Torregrotta), il quale, da grande, decide di diventare di professione : “killer”.
    Dopo aver commesso 37 omicidi, si ritrovava ristretto in carcere e pensò di dichiarare (?) che conosceva “Giuseppe Donia” e che nel 1989 lo stesso, gli consegnò una pistola (con matricola) che teneva custodita nella cassaforte di casa (del Donia), a Scala Torregrotta (ME), e di aver anche assistito alla cessione di una seconda pistola (sempre con matricola), nello stesso frangente e con il medesimo rito di prelevamento dalla cassaforte, a tale “Lisa Salvatore”.

    Le dichiarazioni vengono rese al “Dott. Lembo”, della DDA di Messina, il quale verificò l’assoluta infondatezza poiché, il Donia (con la famiglia), non viveva più nella casa indicata, dal 1987, la corrispondenza della collezione di armi (che Donia possedeva per passione, passione che si trasformerà nel peccato originale del suo calvario giuridico mediatico, ma che anche, lo scagionerà da ogni accusa, grazie alla minuziosa corrispondenza trentennale con gli uffici preposti), infatti era stata trasferita sin da quella data, non risultavano furti o smarrimenti di alcun arma dalla collezione ed infine la seconda persona, “Lisa Salvatore”, che avrebbe ricevuto la seconda arma nel 1989, era deceduta precedentemente alla data indicata.

    Quelle dichiarazioni non ebbero seguito, ma tanto bastò agli inquirenti in base art. 41 del C.P.P., per effettuare una perquisizione alla ricerca di armi o munizioni detenute illegalmente nella nuova residenza del Donia, 7 gennaio 1994, ne conseguirà un’infondata denunzia per detenzione illegale di armi e di munizioni, per la quale il 7 aprile 1998 sarà emessa la sentenza definitiva: “assolto perché il fatto non sussiste”. (Le armi e le munizioni erano tutte in regolare corrispondenza).

    Nell’anno 2000 le dichiarazioni, “dell’inattendibile” collaboratore Timpani, nonostante la provata infondatezza, ritornano: rinvio a giudizio per cessioni di armi al mafioso Timpani, fino al 24 novembre 2009 data in cui la sentenza lo giudicherà “assolto perché il fatto non sussiste”.

    Sempre nell’anno 2000, un’incredibile ricostruzione di una tesi accusatoria produce un “AVVISO DI GARANZIA” per il reato di depistaggio ai sensi dell’art. 416 bis., in relazione al processo per l’omicidio di Graziella Campagna, una ragazzina di appena 17 anni di Saponara ME, (un paesino vicino a Scala Torregrotta) assassinata nel 1985, per mano della mafia e sorella di un (all’epoca), giovane carabiniere, “Pietro Campagna”, (lo stesso era presente alla perquisizione e all’infondata denuncia per detenzione illegale di armi e munizioni del 7 gennaio 1994, conclusasi con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” del 7 aprile 1998).

    Un AVVISO DI GARANZIA di un’accusa, rivelatosi con decreto di archiviazione, emesso il 9 ottobre 2000, infondata e falsa, ma che allo stesso tempo, attribuisce un giudizio etico, che non gli compete, sulla “dubbia moralità”(?) , quindi nulla a che vedere con il giudizio giuridico che di fatto smentisce l’accusa dichiarandola infondata e falsa e che è l’esclusivo lavoro per qui il P.M. è preposto, ma che lascia (evidentemente) spazio, ad un’interrogazione parlamentare, magari due mesi dopo.

    Esattamente il 13 dicembre 2000:

    Legislatura XIII- Camera dei deputati. Tipo Atto: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA- Numero atto 4/33068 data presentazione 13-12-2000 – seduta di presentazione : 825. Presentatore : VENDOLA NICHI (Gruppo Misto).

    (Quello stesso Vendola Nichi, che era ai vertici dell’antimafia in Sicilia ai tempi di “Messina città Verminaio” e che oggi è Presidente della regione Puglia).

    L’interrogazione parlamentare, fu un copia-incolla di quella tesi accusatoria, già riconosciuta infondata e falsa dal Tribunale di Messina, giusto decreto di archiviazione del 9 ottobre 2000, destituita quindi di fondamento punto per punto, infatti la stessa rimane priva di risposta, ma rimane, anche, “on-line” in rete, diventando così “il” volano ispiratore per decine di siti “antimafia” che fanno da cassa di risonanza agli interventi dell’avvocato, artefice della falsa ed infondata tesi accusatoria, “Fabio Repici”, trasformando così la più volte citata tesi accusatoria infondata e falsa, in “verità assoluta”.

    Ne conseguono due puntate de “I Misteri Italiani” di Carlo Lucarelli ( in cui sarà presente come ospite, Pietro Campagna, fratello della vittima e del suo avvocato Fabio Repici), andate in onda su “R.A.I. 3”, il 24 ottobre 2001 e la seconda il 5 ottobre 2008, in cui si propone la figura di Giuseppe Donia , attraverso il teorema costruito dalla tesi accusatoria “Il finto Colonnello”, rivelatosi con decreto di archiviazione emesso il 9 ottobre 2000 infondata e falsa, quando invece, il programma orientava se non governava, importanti fasce dell’opinione pubblica, insinuando il falso, rispettivamente un anno e otto anni dopo l’archiviazione giudiziaria.

    In data 16 dicembre 2009 alle 21.10 su “R.A.I. 1”, và in onda, in prima serata, (settemilioni e mezzo di telespettatori) una produzione di Rai fiction “La vita rubata”, in cui viene ripresentata sempre quella tesi accusatoria del “finto colonnello”dichiarata infondata e falsa con il sempre decreto di archiviazione dell’ormai datato 9 ottobre 2000, datato perché siamo arrivati nell’anno 2009, 16 dicembre 2009, quasi dieci anni dopo.

    Finalmente dopo tanti anni di isolamento e di emarginazione sociale in data 12/04/2011 il quotidiano nazionale “Il Riformista” dedicava, con titolo in prima pagina, un articolo a proposito dell’incredibile vicenda mediatico-giudiziaria, intitolato “assolto ma colpevole l’assurdo caso Donia”, in cui si richiama l’attenzione sulla pericolosità delle deviazioni del sistema mediatico-giudiziario attraverso la tragica vicenda subita.

    Sempre in data 12/04/2011 viene pubblicata la medesima tragica vicenda subita, sul sito “www.processomediatico.it, in cui si ripropone di richiamare l’attenzione sulla pericolosità delle deviazioni del sistema mediatico-giudiziario.

    Rincuorato dal fatto che finalmente si prestasse attenzione a tale atroce calvario mediatico-giudiziario cui Giuseppe Donia è stato ed è soggetto, ha recentemente creato un gruppo all’interno di facebook denominato, “infangateci tutti”, all’interno del quale denuncia il corto circuito mediatico giudiziario cui è stato ed è tutt’ora vittima, ed al quale può accedere chiunque.

    In data 28 aprile 2011, tramite facebook, una certa Eva Polak, che non conosco, pubblicava un link sulla pagina “infangateci tutti” che puntava al sito denominato http://www.youtube.it , all’URL ” http://youtu.be/BqQtlzVfCjg “, nel quale è riprodotta l’immagine di mio padre ed una voce alterata fuori campo durante lo scorrere di varie immagini diffama lui e tutta la nostra famiglia associandolo a Totò Riina, parlando di lui come il mafioso responsabile delle vicende delle quali, invece è stato totalmente scagionato dal sistema giudiziario, ma non dal sistema mediatico.

    In data 29 aprile 2011, ho sporto denuncia/querela c/o la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Messina.

    In data 04 maggio 2011 mi avvertono che sul sito denominato http://www.youtube.it si trova un nuovo video

    All’URL”http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DSZH-e5gHkPc%26feature%3Dshare&h=cdbc1

    Un altro video diffamante e intimidatorio, che conferma il sopravvento del processo mediatico sulla realtà giudiziaria.

    Seconda denuncia/querela presentata alle autorità competenti nel giro di pochi giorni.

    Giuseppe Donia non riuscendo, da quasi vent’anni, a farsi una ragione dell’accanimento giudiziario prima e mediatico che lo condanna quest’ultimo (pare fino ad oggi), a “fine pena mai” e rispetto al quale, diritto e giustizia appaiono impotenti, ossessionato e invecchiato, la sua vita è ridotta ad uno sfogo quotidiano, impulsivo compulsivo.

    Ritengo che sia un dovere morale, civile e sociale richiamare l’attenzione sulla tragica vicenda, poiché la morale, sciasciana ,come un illuminismo svelato, è : che talmente innegabile può apparire la restituzione all’ordine pubblico che il dissenso, per qualsiasi ragione e sotto qualsiasi forma, può essere facilmente etichettato come “mafioso”, come strumento incontrastato e incontrastabile per il raggiungimento di un potere che può essere utilizzato per la realizzazione degli interessi di singoli, gruppi ed aziende, (politici e non), retorica aiutando e spirito critico mancando.
    E non importa se esso sia corretto o meno, se le modalità d’azione sia basata sulla legalità etica e/o costituzionale che è alla base di ogni comunità civile. Viene adottato quasi sotto forma di ius non scriptum, un modo di fare “ignorante” dei valori fondamentali dell’essere, consuetudine che diventa modus operandi prima, modus vivendi poi. In questo scenario, malafede e ignoranza si confondono o si fondano in un circo di opportunismo, in cui i “colti/sapienti con la cattiva coscienza” si approfittano dei “buoni ma ignoranti”, attirando l’attenzione delle persone nella direzione prestabilita per l’affermazione dei propri fini, l’ignorante vero è colui che mercifica la propria malafede, celandosi dietro l’alibi dell’ignoranza
    Cordialmente Alessandro Donia. (figlio)

    • Alessandro Donia scrive:

      Dichiarazione di Stefano Campagna – Membro esecutivo uscente USIGRAI, giornalista e conduttore del tg1 – Coordinatore rapporti Sindacali con la RAI (L’Alternativa). 19/05/2011

      Lettera 22 19 maggio 2011

      Con decorrenza immediata rassegno le mie dimissioni dall’esecutivo usigrai. Dopo un anno in cui ho cercato di mediare, dopo un anno di fango sul tg1, dopo un anno in cui ho denunciato – nell’assoluta indifferenza – quanto accadeva al tg3 e in altre testate, esco dalla direzione di un’organizzazione schierata e faziosa. Ho già dato mandato all’azienda di cancellare le quote contributive all’USIGRAI e alla FNSI (Federazione della Stampa). Nessuna parola dall’USIGRAI in difesa di un sindacalista dopo la querela della Berlinguer che, in piena sfiducia nel sindacato (che la difende), non ha seguito il normale iter sulle controversie tra giornalisti, scegliendo subito la via legale, che NON TEMO. L’Usigrai ha iniziato la “purga stalinista” privandomi – parole di Verna – di una importante delega mentre RAI 3 cancellava la mia partecipazione ad una trasmissione (tema, le MAMME). Quello che lascio è un sindacato che tace sui milioni di euro spesi da alcuni Direttori e grida sugli spiccioli di dirigenti “nemici”. Ecco la RAI che non mi piace e della quale non voglio più essere complice.

      VEDREMO COSA SAPRA’ FARE L’USIGRAI SULLA MIA RICHIESTA DI TUTELA SINDACALE. RIPONGO LA MIA FIDUCIA E LA MIA STIMA IN MAURIZIO BLASI, SIMONA SALA E LUCIA COPPA (USIGRAI-GARANTI) CHE CONSIDERO ONESTI E CORRETTI.

      Nell’ultimo esecutivo ho tentato una mediazione che tenesse conto delle esigenze dei colleghi del 3 in difficoltà, anche a costo di farmi da parte. Le ultime parole nei miei confronti (CON TONI DI RABBIA ACCESSI E VIOLENTI) sono state: «Non possiamo agire senza il mandato dei cdr, ma nonostante la debolezza del Comitato di Redazione del TG1 continuerò ad attaccare Minzolini». Esiste la surroga – Segretario – che usi solo quando POLITICAMENTE UTILE. Qualche giorno prima, un membro dell’esecutivo (tg3) mi aveva detto: “Se fai un libro bianco sul TG3, noi ne faremo uno nuovo su Minzolini”. Questo è il clima in cui ho trascorso gli ultimi 13 mesi della mia vita.

      Avete forse visto un comunicato USIGRAI in cui avete letto: “Quanto si legge sul “Libro Bianca” NON E’ VERO…”. NO. Ci sarà un giornalista di “sinistra” intellettualmente onesto in questo paese da porsi questa domanda?

      Continuo a ricevere insulti e minacce sui blog, nell’assoluta indifferenza. Qualcuno, se mi accadesse qualcosa, avrà una ENORME RESPONSABILITA’ MORALE.

      “L’Usirai ignora i problemi delle Testate ingiustamente considerate “minori” e fa battaglie epocali solo per sostenere la “casta dei privilegiati”, i volti noti o graduati, trascurando le legittime aspirazioni di chi – pur capace e volenteroso – non riesce a vederle realizzate a danno suo e di tutta l’Azienda.

      Usa i comunicati come clava solo in una direzione all’insegna del “VERNISMO” E DEL “P-D- PIETRISMO)
      Usa la sede dell’FNSI per denigrare la testata ammiraglia, comunicati letti in diretta nell’edizione delle 20 con mandato assembleare di 30 colleghi del tg1 su 163. Non ha la forza e il coraggio di censurare palesemente interventi come quelli ascoltati all’ultimo congresso FNSI dal neo-rieletto segretario incapace di rispondere al proprio editore, De Benedetti, quando sostiene che: “i giornalisti dovrebbero pagare per la visibilità che gli diamo” .

      NON FA BATAGLIE ADEGUATE PER IL PAGAMENTO DEL CANONE IN BOLLETTA. Sentiamo solo “ PAROLE”. ATTACCARE I “NEMICI” E’ FORSE PIU’ IMPORTANTE DI UNA SERIA AZIONE PER SALVARE LA RAI DALLE DIFFICOLTA’ ECONOMICHE?

      Esco dal sindacato con la SCHIENA DRITTA e nella serena convinzione di essermi battuto per la giustizia, contro i demansionamenti dei colleghi, contro la casta protetta e intoccabile. Un certo circuito “mafio-mediatico” ha dato ampia prova di disinformazione e “disonestà intellettuale”. Alla faccia di chi crede ancora che la stampa non sia schierata. Alla querela della Berlinguer rispondo che qualunque sarà la sentenza non sborserò un euro alla Direttorissima del tg3, piuttosto scelgo il carcere.

      Amarezza solo verso i colleghi del tg3 che mi hanno coinvolto e per i quali mi sono battuto senza che nessuno di loro si degnasse di spendere una parola su quanto alcuni hanno denunciato.

      Nel rispetto della richiesta del Direttore Generale, Dr.ssa Lei,, non seguiranno altri comunicati, salvo ulteriori linciaggi “giuridico-sindacal-mediatici”.

      • Alessandro Donia scrive:

        Il nostro avvenire, la libertà, i nostri diritti e quelli delle persone colpite dalla crisi e dall’ingiustizia sociale, non possono essere affidati alla legge e alla violenza dello Stato. Ai tribunali. Alla repressione. In passato ci è capitato, qualche volta, di pensarlo. Poi abbiamo capito che sbagliavamo.
        Non possiamo sperare nel carcere, nell’arresto dell’avversario più detestato, nei sistemi di intercettazione a tappeto, nella logica dei corpi separati e persino nell’intervento del Vaticano per ottenere ciò che non abbiamo ottenuto con il consenso.
        Nel giustizialismo non c’è meno oscurità che nel comportamento arrogante della politica di potere.
        Rischiamo di trasformare il popolo della sinistra, dei democratici, in tricoteuses compiacute e senza idee, che se ne stanno lì davanti alla ghigliottina e assistono al Terrore rivoluzionario mediatico e alle controffensive della Vandea. Oppure in castigatori moralisti dei comportamenti privati e sessuali di chicchessia, fino ad invocare l’ingerenza della Chiesa sulla politica, e a scagliarci contro le donne poco castigate, contro i libertini, contro gli eccessi sessuali, o contro il peccato.
        Certo, cari compagni, nel nostro passato abbiamo qualcosa che non va. Vi ricordate quando pensavamo che la “celere” e le leggi speciali e le carceri e le proibizioni fossero il modo giusto per risolvere il disagio sociale o la ribellione dei giovani? E mettere in salvo la linea del partito? Vogliamo liberarci di quel passato, oppure vogliamo riprodurlo tale e quale, ma senza avere più il partito, né la linea, e senza esserci accorti di quanto sono cambiate le cose?
        Che vuol dire per noi essere di sinistra? Più o meno significa questo: indicare una missione e obbiettivi per la crescita dell’equità, della giustizia, della libertà. Giusto? Ma qualcuno ci dice: “D’accordo, avete ragione, ma per ora c’è una emergenza più grande della giustizia sociale o della libertà. Questa emergenza è la lotta contro la corruzione e contro il malcostume”.
        Giusto, la corruzione va perseguita. Ma non è l’emergenza delle emergenze. E la corruzione va perseguita, ma non, come fu nel ’92-’94, decapitando una classe politica, o esercitando la pressione della carcerazione preventiva, a volte abusiva. E’ troppo lunga la lista di errori, di vittime, di interferenze nella vita politica dovute a processi mediatici o sbagliati. Dobbiamo difendere il sistema dei diritti dell’imputato la cui salvaguardia risale a prima della stessa Rivoluzione francese. E la corruzione va combattuta sì con le indagini, ma soprattutto con l’efficienza e la trasparenza delle funzioni pubbliche, come dicono i rapporti dell’Ocse sull’argomento: perchè una società in cui lo Stato non funziona finisce per avere bisogno di corrotti o servi per funzionare.
        L’esercizio della giustizia deve essere efficace, ma esemplare nel rispetto delle regole e nella sobrietà dei comportamenti, più di quanto non spetti agli imputati. Il braccio della legge deve esercitarsi senza ossessioni di protagonismo. I poteri di indagine non devono ridurre i cittadini, testimoni o sospettati, a numeri di telefono intercettabili e a condannati molto prima del giudizio, né a quei poteri debbono sommarsi considerazioni moralistiche, né va utilizzato in modo devastante il circuito mediatico come prima ed ultima sede di sentenza.
        Non lo credevamo, ma oggi la sinistra rischia una involuzione autoritaria, rischia di abituarsi a pratiche liberticide.
        E per di più questa involuzione si realizza circondata da una sorta di consenso totalitario, che si somma alla paura del dissenso per meschine finalità politiche o elettorali. E’ una doppiezza che abbiamo allontanato da tempo, e che non renderà più credibili i propositi di riscatto sociale, non sanerà le divisioni, ma renderà la società meno libera e più ingiusta.
        Cari compagni, evitiamo di trasformare la sinistra in una nuova destra, pulita e reazionaria, bigotta e illiberale, antifemminista, moderata e populista. Siamo ancora in tempo. L’Italia ha bisogno della sinistra. Non ha bisogno di manette né di intellettuali o di politici che giocano a fare gli sbirri.
        Piero Sansonetti
        Fabrizio Rondolino
        Ottaviano Del Turco
        Claudio Velardi
        Massimo Micucci
        Enza Bruno Bossio

  7. Alessandro Donia scrive:

    Salve nottecriminale,
    complimenti per l’iniziativa, spero non aver affollato troppo il Vs. spazio contatti, ma ritengo, (e mi auguro), che l’assurda vicenda possa meritare il Vs. interesse. In tutti questi anni mi sono chesto come potesse, in una democrazia moderna, avvenire quando accennato ed ho concluso che viviamo in una democrazia non compiuta. Se si riuscisse a mettere a fuoco l’evoluzione della storia Italiana partendo dall’ operazione Husky e dal conseguente negoziato di Yalta, soffermandoci sul caso Mattei, Ustica, Moro, Gelli fino a Tangentopoli, l’oggi sarebbe più chiaro a tanti. In Argentina c’è stato un ‘riappacificamento’ fra boia e vittime, quando accadrà un riappacificamento fra quel che rimane della destra e quel che rimane della sinistra italiane potremo iniziare a lasciar perdere i discorsi di politica ideologica ed iniziare a pensare al vero benessere di questa Patria e ai suoi cittadini.
    Cordialmente, Alessandro Donia.

  8. Nicola scrive:

    VORREI CHE FOSSE PUBBLICIZZATO SUL VOSTRO SITO IL LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI LUCIANO DE MARIA, UNA DELLE EX TUTE BLU DI VIA OSOPPO. VI RINGRAZIO

    http://www.ndanet.it/9788889035504.php

  9. Goatboy scrive:

    Salve!, Vorrei porvi due semplici domande (peraltro collegate) sull’ordinanza cautelare della c.d. inchiesta P4:
    – finora ne avete pubblicate due parti. Ne pubblicherete anche le restanti?
    – le due parti pubblicate non sembrano contigue (la seconda non inizia dove finisce la prima). E’ un errore o è il chiaro sintomo che alla prima mia domanda va data risposta affermativa? :)

    Grazie mille per quello che fate e per la risposta che mi darete!

    • nottecriminale scrive:

      Ciao Goatboy, alla tua prima domanda rispondo che ne pubblicheremo una terza parte. Hai letto bene, le due parti non sono sequenziali e anche la terza è estrapolata, non per nostro volere, ma perchè a noi è filtrata così purtroppo. Puoi ben immaginare le difficoltà che troviamo a volte… E’ comunque una delle poche cose serie che sia uscita ….Grazie a te per seguirci

  10. lorenzo scrive:

    sono anni che contattato decine e decine di persone, amici, giornalisti, scrittori, psicologi, magistrati ecc. ecc. e non riesco a concretizzare. Il feroce assassino della povera Simonetta Cesaroni ha un nome ed un cognome famoso. Pensate che nemmeno Roberta Milletarì , la moglie di Raniero Busco, da me interessata prima della sentenza dimostrò di capire che l’avvocato aveva preso una brutta direzione ai fini dell’inchiesta. Mi era parsa strana la sua indifferenza. Poi , forse ho capito perchè. Con la condanna del marito ha ottenuto : apertura di un c:c a suo nome sul quale sono state accreditate somme non indifferenti, ha scritto un libro che sta andando a ruba, otterrà visibilità su tutti i media. Più di così … Ho provato a scriver le di non fare pubblicare sul libro la foto di Simonetta in costume, questione di sensibilità, o per lo meno di tagliarla a 3/4 ma sia lei che la giornalista prima sembravano aver capito, poi hanno detto che era l’editore a volerlo e poi mi hanno liquidato come moralista. Inoltre si sono offese al mio accenno di interesse commerciale con la copertina in quel modo.. Quanto poi alla pista dei Servizi Segreti le ho invitate a lasciarla perdere per non confondere ulteriormente la matassa ed insistere invece sulla direzione del Valle che a suo tempo ne uscì indenne grazie all’appoggio del potente nonno. C’è qualcuno che può aiutarmi nella mia solitaria battaglia per fare emergere la verità? mia mail lorenzopastore@hotmail.it

  11. lorenzo scrive:

    aspetto notizie

  12. elisabetta scrive:

    Sono elisabetta simmi la sorella di flavio simmi il ragazzo ucciso il 5 luiglio 2011 . Vorrei essere contattata in merito all’articolo da voi scritto in cui mettete in correlazione il nome di mio fratello ad altre situazioni e nominativi di cui non sapeva neanche l’esistenza.
    Gradirei che l’articolo sia rimosso immediatamente , senza che io ricorra a far fare questo per vie legali

  13. Innanzitutto complimenti per il sito di Notte Criminale che ho scoperto per caso.
    Ora la domanda, che voi sappiate esiste un sito pubblico, dove trovare informazioni circa i crimini commessi città per città divisi per tipologia ed anno?

    Grazie,
    Saluti,
    Maurizio

  14. grazie dell’amicizia. Mariangela

  15. davidino scrive:

    bhe i crimini vengono sempre un po distorti, dai cronisti giornalisti scrittori è inevitabile, è da ricondurre all animo umano. vengono plasmati dagli stessi protagonisti..vediamo quale verità ci riserverà stavolta notte criminale…se di verità si parli s intende…

    • nottecriminale scrive:

      Dipende su cosa Davide, noi portiamo sempre verità certificate. Casomai ci facciamo molte domande e portiamo qualche tesi, sempre attaccabile e sempre smentibile. Il nostro dono, se così lo vogliamo chiamare, è che non omettiamo niente. Poi nessuno è perfetto ma basta ammetterlo

  16. davidino scrive:

    grazie per avermi risposto tempestivamente, aver constatato la vostra reale esistenza mi rende felice di conseguenza riabilita di molto la classe giornalistica..ora ho due quesiti da porvi..il primo, piu generico, riguarda il modo con il quale posso avere dei contatti con voi, ossia e mail chat etc etc è per caso che ho avuto visione della vostra risposta.. il secondo, nello specifico, riguarda delle delucidazioni sul processo della banda della magliana, in dettaglio la parte dei confronti.. grazie

  17. davidino scrive:

    nella home si richiede nome utente e password, ma come ci si registra??? domanda facile
    seconda..da nottecriminale@yourpluscom.com non mi è arrivata risposta forse sono io che non so leggere, non c è sarcasmo..rispondete grazie in anticipo..

  18. davidebusato scrive:

    Complimenti per il sito. Se posso lo citerei nel mio blog http://veneziacriminale.wordpress.com/
    Grazie.

  19. PEPPE scrive:

    BUONASERA NOTTECRIMINALE, SCUSATE IL DISTURBO, VORREI SAPERE, S’è POSSIBILE, DOV’è SEPOLTO FRANCO GIUSEPPUCCI, DETTO “ER NEGRO” O “ER FORNARETTO”, STORICO CAPO DELLA BANDA DELLA MAGLIANA. GRAZIE.

  20. Ale Bruno scrive:

    spero in una discarica abusiva……
    de pedis in una basilica invece….che vergogna l’Italia!!!

  21. Carlo scrive:

    Salve volevo un’informazione. In un documentario su sky relativo alla banda della Magliana, ad un certo punto fa vedere l’arressto di alcuni membri della banda dopo le accuse di Lucioli. sapete chi sono quei personaggi?

    Grazie

  22. antonella montagna scrive:

    Mi piacerebbe contattare Sebastiano Vassallo. Sono quasi certa che potremmo essere lontani parenti. Mia nonna,Antonina Vassallo,detta Nenè, era della privincia di Agrigento e aveva sposato Diego Montagna, di Grotte. Poichè sono anch’io una scrittrice, mi farebbe un immenso piacere saperne di più sulla mia famiglia. Vivo a Roma da più di 30anni e mi è difficile tornare in Sicilia. Chi mi può aiutare a comunicare con Sebastiano Vassallo?

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